SERIE A, CENTROCAMPISTI PROTAGONISTI – MVP DELLA STAGIONE
CENTROCAMPISTI PROTAGONISTI – MVP DELLA STAGIONE
La Serie A Enilive è stata dominata dai centrocampisti: creatori, finalizzatori, trascinatori. McTominay ha guidato il Napoli allo Scudetto, Reijnders e Paz hanno incantato con classe e concretezza, mentre Pulisic ha confermato un feeling unico con il gol
Nel cuore pulsante del Napoli campione d’Italia, a brillare più di ogni altro è stato Scott McTominay, autentico totem della stagione e MVP assoluto della Serie A Enilive 2024/25. Lo scozzese proveniente da Manchester ha travolto ogni pronostico diventando l’immagine stessa e il primo artefice del trionfo partenopeo. Potenza atletica, tempismo negli inserimenti, impatto mentale: McTominay è stato l’uomo delle partite decisive. Le sue doppiette contro Torino ed Empoli, il gol risolutivo a Monza, i due assist contro il Genoa e la rete liberatoria contro il Cagliari sono istanti destinati a restare scolpiti nella memoria del tifo azzurro. Con 12 gol e 4 assist, è il miglior centrocampista realizzatore del campionato e il primo dell’era De Laurentiis a toccare la doppia cifra nella stagione d’esordio. È anche il giocatore che ha segnato di più in situazione di 0-0 (otto reti), e l’unico in mezzo al campo a colpire almeno cinque volte sia in casa che in trasferta. A rendere ancora più impressionante la sua stagione è la differenza tra gol realizzati e xG, che ne fa il miglior centrocampista per performance realizzativa (+4.6), indice di una lucidità sotto porta fuori scala. Un’autentica forza della natura che ha alzato l’asticella di una squadra che ha riscoperto la sua grandezza grazie anche alla sua leadership.

Dopo aver saggiato il campionato italiano nella stagione del debutto, Tijjani Reijnders ha preso per mano il Milan, trasformandosi in un centrocampista completo e determinante. L’olandese si è imposto come anima e motore del centrocampo rossonero, capace di unire qualità estetica e concretezza. Le sue 10 reti senza calci di rigore lo collocano nel pantheon milanista: nell’era dei tre punti, solo Franck Kessié ha fatto meglio in maglia rossonera tra i centrocampisti centrali (13 nel 2020/21) – a quota 10 anche Antonio Nocerino nel 2011/12. Reijnders ha saputo colpire in tutti i modi, di destro, sinistro, testa, da fuori o in area, portando 10 punti complessivi alla causa e conquistando il titolo di Miglior Centrocampista della Serie A Enilive 2024/25.

Alla sua seconda stagione in Italia, Christian Pulisic ha dimostrato di essere il faro tecnico del Milan, confermandosi il centrocampista più produttivo in termini di partecipazioni totali al gol (20) per il secondo anno di fila. L’americano ha confermato tutto il suo valore con una stagione da 11 gol e 9 assist, affermandosi come uno dei giocatori più incisivi e creativi del torneo, come dimostrano le 69 occasioni create, record stagionale. A oggi, è il primo calciatore del Milan dai tempi di Luciano Chiarugi (1972-74) a superare i 10 gol in ciascuna delle sue prime due stagioni in Serie A, un traguardo che testimonia la sua capacità di adattarsi, crescere e trascinare. “Captain America” ha dimostrato di essere molto più di un’ala offensiva: è un punto di riferimento, un ispiratore di gioco e un leader tecnico pronto a guidare il nuovo corso rossonero con carisma e personalità.

Tra i tre candidati al premio MVP per i centrocampisti, Nicolò Barella ha mantenuto alto il livello delle proprie prestazioni anche in questa stagione: 3 reti, 6 assist, 55 occasioni create (terzo tra i centrocampisti) sono i numeri che raccontano solo in parte l’impatto del sardo all’interno del meccanismo interista. Dinamico e onnipresente, il suo nome è ormai garanzia di rendimento anche a livello internazionale.

Il premio di “Miglior Giocatore U23 della Serie A Enilive della stagione 2024/25” è andato a Nico Paz, rivelazione assoluta del campionato. Alla sua prima stagione tra i grandi, il canterano del Real Madrid ha incantato Como e gli appassionati di calcio: 6 gol e 8 assist, primo per dribbling riusciti (69), secondo per partecipazione complessiva ai tiri (164) e tiri totali (110). Un talento puro, il più giovane giocatore del campionato con almeno cinque reti e cinque passaggi vincenti e il più giovane assist-man tra i top 5 campionati d’Europa, dietro solo a Lamine Yamal e João Neves. Paz ha dimostrato di possedere visione e brillantezza tecnica, unendoli a un’efficacia sorprendente per un classe 2004, avviato verso un futuro roseo nel calcio europeo.
Con lo stesso numero di partecipazioni al gol di Reijnders e Paz (14), Mattia Zaccagni ha confermato la sua centralità nella Lazio con 8 reti e 6 assist, contribuendo direttamente per almeno dieci punti in classifica. Secondo centrocampista per dribbling riusciti (44) e passaggi chiave (56), l’azzurro ha portato qualità e imprevedibilità sulla fascia biancoceleste.
In casa Fiorentina, Rolando Mandragora ha vissuto la stagione più prolifica della sua carriera in Serie A (4 gol e 3 assist), ma ha inciso ancora di più guardando tutte le competizioni, chiudendo con 9 reti totali, secondo solo a Kean tra i gigliati. Numeri importanti, considerando che l’ultimo centrocampista della Viola ad aver segnato più reti in una singola stagione è stato Jordan Veretout (10 nel 2017/18).
Ma i grandi centrocampisti non vivono solo di gol. In un ruolo che spesso richiede sacrificio e copertura, alcuni interpreti hanno saputo distinguersi per qualità difensive e intelligenza tattica. Su tutti Morten Frendrup, per il secondo anno consecutivo leader nei contrasti vinti (61) e terzo per recuperi effettuati (184). Il danese del Genoa è il volto del centrocampista operaio, prezioso punto di equilibrio nella manovra e nel contenimento. A tallonarlo ci sono Rovella (50 contrasti vinti), Locatelli (49) e De Roon (48), colonne silenziose ma insostituibili nei rispettivi sistemi.

Un discorso a parte merita Éderson, protagonista nella straordinaria stagione dell’Atalanta. Oltre a 186 recuperi – secondo ad Ondrej Duda del Verona (188) -, il brasiliano della Dea è stato il giocatore più coinvolto in sequenze d’azione concluse con un gol (16), dimostrando di essere non solo frangiflutti, ma anche attivatore di gioco. Anche Guendouzi ha stupito con un volume di gioco impressionante: il francese è stato il migliore in Serie A Enilive per progressioni palla al piede (678) e distanza percorsa palla al piede (7528 metri), precedendo nomi come Reijnders e Rovella. Registi e mediani, tutti loro hanno trasformato il “lavoro sporco” in una forma di leadership silenziosa.
(Foto Getty Images)
