SERIE A, ATTACCANTI TOP: I BOMBER DEL CAMPIONATO
ATTACCANTI TOP: I BOMBER DEL CAMPIONATO
Retegui e Kean, due italiani, hanno dominato la lotta tra i cannonieri del torneo dimostrandosi i migliori specialisti del gol. Sono tanti i profili di centravanti che sono emersi, tra giovani promesse, all-rounder, specialisti dalla panchina e italiani a
La Serie A Enilive 2024/25 ha regalato una classifica marcatori tricolore come non si vedeva da oltre un decennio. A guidarla sono due attaccanti italiani: Mateo Retegui con 25 reti e Moise Kean con 19. Un evento che non si verificava dal 2013/14, quando furono Ciro Immobile e Luca Toni a issarsi in vetta. Un segnale forte per il movimento azzurro, ma anche lo specchio di un campionato che ha visto brillare profili eterogenei, dalle prime punte classiche agli esterni offensivi, fino ai giovani rampanti e agli impatti a gara in corso.
Mateo Retegui ha chiuso una stagione semplicemente straordinaria con il titolo di capocannoniere e il premio MVP Miglior Attaccante della Serie A Enilive 2024/25. Il centravanti dell’Atalanta si è rivelato implacabile sotto rete, ma anche anche abile a giocare spalle alla porta e coinvolgere i compagni. Con 25 gol, ha stabilito il nuovo record di marcature in una singola stagione di Serie A per un giocatore nerazzurro, superando il primato di Filippo Inzaghi (24 nel 1996/97). La sua completezza è testimoniata dalle reti equamente distribuite tra piede destro e sinistro (10 con ciascuno), oltre ai cinque gol di testa. Nessuno come lui in termini di performance realizzativa: il miglior scarto tra expected goals e gol segnati (5.8). Letale anche nelle fasi cruciali: primo marcatore in sette gare, ha contribuito a ben 33 reti, includendo anche gli 8 assist, un dato superato solo da nomi come Salah e Marmoush tra i bomber d’Europa. Autentico cecchino davanti alla porta avversaria, il classe 99 ha registrato il record di marcature multiple nel torneo (cinque – tre doppiette, una tripletta e un poker).

Alle sue spalle, Moise Kean ha vissuto l’annata della svolta con la maglia della Fiorentina. Rilanciato dalla cura Palladino, ha segnato 19 gol e servito 3 assist, totalizzando 22 partecipazioni attive. In pratica, ha pareggiato in un solo anno quanto fatto nei sei precedenti in Serie A. Continuo, consapevole e decisivo, il dato più impressionante della sua stagione è l’incidenza delle sue reti: l’ex Juve ha fruttato 17 punti alla Viola con i suoi gol – record del campionato – ed è stato anche lui primo marcatore per ben 7 volte, come Retegui e Orsolini. Nessun giocatore ha centrato lo specchio più di lui: 51 tiri in porta, primato assoluto nel torneo. Eguagliato il box score di Gilardino nel 2008/09, l’ultimo italiano a fare meglio con la maglia della Fiorentina è stato Luca Toni nella stagione 2005/06 (37 partecipazioni – 31 gol e sei assist). Esplosivo e potente, imprendibile palla al piede, Kean ha trovato il proprio Eden calcistico a Firenze, la città che diede i natali a Dante Alighieri, autore della Divina Commedia, il poeta che cantò l’ascesa dall’Inferno al Paradiso.

Riccardo Orsolini ha vissuto la stagione della definitiva consacrazione, diventando il simbolo di un Bologna ambizioso e spettacolare. Ala moderna dal mancino raffinato, forte nel dribbling e dotata di una spiccata sensibilità offensiva, ha stabilito il suo record personale di partecipazioni attive in Serie A (19) con 15 reti e 4 assist, riportando la tifoseria felsinea a esultare per un bomber di razza come non accadeva dai tempi di Marco Di Vaio. La sua rovesciata all’ultimo respiro contro l’Inter – un colpo acrobatico che ha mandato in estasi il Dall’Ara – resterà tra le immagini iconiche della stagione. È stato primo marcatore per ben sette volte e ha firmato la seconda miglior performance realizzativa del campionato (5.0), a riprova di una precisione sotto porta da finalizzatore puro. Con 13 punti portati direttamente ai rossoblù grazie ai suoi gol, è stato uno dei giocatori più decisivi. Figlio adottivo di Bologna, Orsolini è ormai ben più di un giocatore chiave: è l’emblema di un’identità.
A completare il quadro, l’evoluzione del compagno di reparto Dan Ndoye, divenuto molto più di un rifinitore sotto la guida di Italiano: per lui 8 gol, 4 assist e la firma sul trionfo in Coppa Italia Frecciarossa.
Romelu Lukaku, uomo chiave e punto fermo del Napoli di Conte, ha saputo coniugare potenza ed efficacia: 14 gol e 10 assist, unico in Serie A in doppia cifra in entrambe le voci. Un club ristretto in Europa in cui figurano solo altri cinque giocatori: Mohamed Salah, Bradley Barcola, Michael Olise, Florian Wirtz e Gaëtan Perrin. Accanto a lui, Marcus Thuram ha completato la sua miglior stagione nei cinque top campionati con 14 reti, tutte segnate dall’interno dell’area. Un primato che condivide proprio con Big Rom e che lo colloca nella storia dell’Inter come secondo miglior marcatore francese in una singola stagione, al pari di Youri Djorkaeff.

A impressionare sono stati anche i giovani. Kenan Yildiz, classe 2005, ha chiuso con 7 gol e 4 assist: il più giovane con almeno 10 partecipazioni attive. Ancora più clamoroso l’impatto di Assane Diao: 8 reti in 15 presenze con il Como, terzo più giovane autore di una doppietta nei big-5 campionati europei dopo Yamal e Ilenikhena. Santiago Castro ha eguagliato Roberto Mancini come miglior marcatore U21 nella storia recente del Bologna (8 reti), mentre Sebastiano Esposito ha brillato in trasferta: 7 dei suoi 8 gol sono arrivati lontano da casa. Bonny, invece, è stato il leader offensivo del Parma con 10 partecipazioni attive, sei reti e quattro passaggi vincenti.

Il campionato ha rivelato anche le qualità di due bomber specialisti dalla panchina, attaccanti che a gara in corso hanno spesso fatto la differenza. Pedro ha riscritto il manuale del subentrante perfetto. A 37 anni, l’attaccante spagnolo ha vissuto una delle stagioni più incisive della sua carriera italiana, con 10 reti totali – di cui ben 9 realizzate entrando dalla panchina – ha stabilito un nuovo record personale in Serie A, diventando il secondo miglior marcatore “a partita in corso” dell’era dei tre punti dopo Luis Muriel (11 nel 2019/20). Subito dietro, Daniel Mosquera con 5 centri da subentrato per il Verona.
Tra gli esordienti, Artem Dovbyk ha convinto alla prima esperienza italiana in termini realizzativi: 12 gol con la Roma, miglior debutto in giallorosso dai tempi di Abraham e Manfredini.
Tra gli italiani in ascesa, Lorenzo Lucca ha consolidato il suo percorso con 12 gol e 1 assist, migliorando di un gradino i numeri dello scorso anno. Al suo fianco all’Udinese, Florian Thauvin ha ritrovato la brillantezza dei tempi d’oro, segnando 8 reti, suo miglior bottino dal 2018/19. Gaetano Oristanio, brevilineo e tecnico, ha fatto registrare più dribbling riusciti di qualsiasi altro italiano (55 su 118 tentativi), mentre Roberto Piccoli ha raggiunto la doppia cifra con il Cagliari, un traguardo che mancava a un giovane rossoblù dal 2020. Record personale anche per Lorenzo Colombo con 6 reti in stagione.
Infine, anche gli attaccanti delle cosiddette “piccole” hanno lasciato il segno. Ché Adams ha pareggiato la sua miglior annata nei big-5 campionati con 9 gol, tra cui uno dei più spettacolari del torneo: una bordata da 45 metri contro l’Empoli. Nikola Krstović ha chiuso con 137 tiri, primato in Serie A e terzo nei top campionati europei dopo Mbappé e Yamal, e il più alto contributo personale sul totale dei gol di squadra del Lecce (11 su 27, cioè il 41%), confermandosi attaccante generoso e sempre pericoloso.
(Foto Getty Images)
