Stadio AlbinoLeffe, l’agronomo Ingegnoli: “Per l’impianto di Zanica fatte scelte da Serie A”, l’agronomo Ingegnoli: “Per l’impianto di Zanica fatte scelte da Serie A”

Dopo il focus relativo alle torri faro e all’impianto di illuminazione firmato Gewiss, questa settimana la nostra lente di ingrandimento si va a posare sul manto erboso del nuovo stadio, quello che diventerà il terreno di gioco dell’U.C. AlbinoLeffe. Per farlo abbiamo interpellato Fabrizio Ingegnoli, agronomo di grande esperienza anche a livello di Serie A (è consulente per Juventus, Inter, Atalanta, Cagliari, Cremonese e Bari) al quale è stata affidata la realizzazione e la manutenzione del manto erboso.
Quando e come è iniziata la sua collaborazione con l’U.C. AlbinoLeffe?
I primi contatti risalgono a circa due anni fa – agosto 2018 -, quando i giardinieri dell’Orobica Green, che da molti anni collaborano con la società bluceleste, mi hanno messo in contatto con il presidente Andreoletti. Mi occupo di calcio e centri sportivi da molto tempo e quello dell’AlbinoLeffe mi è sembrato fin da subito un progetto importante, soprattutto per una realtà di Lega Pro.
Nello specifico, qual è il suo ruolo nella realizzazione del nuovo impianto?
Nel contesto di una squadra di calcio, l’agronomo ha il compito di scegliere le corrette tecniche finalizzate appunto alla pratica del gioco del pallone. A differenza di un manto erboso ornamentale, quello sportivo si pone come obiettivo il dover essere performante.
Altro aspetto che mi compete è la scelta delle materie prime e dei prodotti, il coordinamento delle imprese che svolgono i lavori, la scelta dell’altezza di taglio e delle varie operazioni agronomiche. In questo periodo di emergenza inoltre, il dover dare le indicazioni corrette per garantire la sicurezza sanitaria di tutti i lavoratori.
Cosa è stato fatto e quali sono ancora i passaggi che verranno effettuati?
Abbiamo scelto gli spessori del terreno, idonei per far crescere un tappeto erboso sportivo adatto a una squadra professionistica. Ci siamo poi occupati della scelta di drenaggio, sabbia, essenze, modalità di taglio e di tutti i macchinari necessari.
A oggi, a 9-10 mesi dalla semina, il terreno di gioco sarebbe già pronto per poter disputare un campionato professionistico.
Il prossimo passo sarà quello di valutare l’impostazione della manutenzione una volta che l’erba inizierà a essere calpestata, ovvero la scelta delle tecniche agronomiche e vegetali per far sì che il campo resti inerbito a dovere.
Quello della partita sarà un momento molto importante perché solo allora sarà possibile valutare il comportamento del manto erboso, la sua reazione alle varie sollecitazioni. Da questo punto di vista, siamo molto fiduciosi perché le scelte fatte per lo stadio di Zanica sono il frutto delle esperienze che provengono dalle società con cui collaborano e che militano anche in categorie superiori. In particolare, siamo molto ottimisti circa la sua durata, consistenza e performance.
Quali saranno i punti di forza del terreno di gioco del nuovo impianto?
Un altissimo drenaggio, che permetterà al campo di essere molto performante anche sotto una pioggia insistente, e una qualità molto elevata del tappeto erboso, per il quale abbiamo utilizzato materiali di ultima generazione resistenti sia al caldo sia al periodo invernale.
Vista anche la sua esperienza a livello di Serie A, come giudica il progetto stadio dell’U.C. AlbinoLeffe?
Si tratta di una splendida mosca bianca. Perché per quanto negli ultimi anni ci sia una maggiore attenzione a livello di infrastrutture, quello che sta facendo il presidente Andreoletti è unico nel suo genere. A livello di strutture, fondo e manto erboso, quello dell’AlbinoLeffe sarà uno stadio che non avrà nulla da invidiare agli impianti di Serie A.