Serie C, Olbia-Reggiana 1-2
L’OLBIA LOTTA, LA REGGIANA VA IN B
La penultima giornata di campionato al Nespoli presenta, al termine di Olbia-Reggiana, due verdetti: l’Olbia che stacca, anche per la matematica, il diritto a partecipare al prossimo campionato di Serie C (sarà l’ottavo consecutivo) e la Reggiana che conquista un posto al sole che si traduce nella promozione in cadetteria.
In una gara fortemente condizionata dalle folate di vento, davanti a una cornice di pubblico vicina alle 2000 persone (oltre 600, i tifosi ospiti accorsi), Olbia e Reggiana giocano una partita vera. Perché i bianchi di Occhiuzzi, autori di una splendida rimonta nel girone di ritorno, non dissimulano la voglia di inseguire l’agognato decimo posto a coronamento di un girone di ritorno di grande livello, mentre la squadra di Diana pregusta il sapore della promozione.
La partenza è degli ospiti. Al 3′ di gioco, tiro dalla bandierina che Emerson, di testa, non riesce ad allontanare, Guglielmotti conclude, Van der Want respinge, Guglielmotti ribadisce, Van der Want dice ancora no, quindi Cauz al terzo tentativo gonfia la rete sotto la curva ponente. E la Regia passa in vantaggio. L’Olbia incassa ma non accusa e inizia invece a ricamare gioco. Al 28′ azione insistita sulla destra, Biancu mette al centro, Ragatzu si coordina e colpisce alla perfezione ma Rosafio sulla linea (o forse il palo) negano la gioia del gol. Poco male, viene da dire, visto quello che succede al 37′ quando ancora Ragatzu pennella una punizione che si insacca proprio sotto l’incrocio: 1-1. Grande festa sugli spalti per i tifosi biancolbiesi, ma l’entusiasmo dura poco perché al 43′ la Reggiana sfonda sulla sinistra e Guiebre, sulla respinta corta di Arboleda, insacca con un tiro secco e preciso.
La ripresa è certamente meno divertente. L’Olbia tiene la palla, ma il vento impedisce di avanzare le linee e il baricentro. La Reggiana gioca sui nervi, attenta a non scoprirsi e a non concedere il minimo spazio. Si registra una punizione di Emerson dai trenta metri ben battuta ma troppo centrale, mentre la Reggiana gioca di rimessa e cerca di sfruttare le forze fresche. Su tutti spicca Varela che al 67′ scappa via a Emerson in velocità, si accentra e calcia verso la porta trovando una deviazione che agevola l’intervento di Van der Want.
I minuti scorrono e succede davvero poco. Gli sforzi dell’Olbia sono encomiabili, ma la volontà di rimonta va a scontrarsi con la forza contraria del vento e con una Reggiana impenetrabile che non concede il minimo spazio. Al triplice fischio per la Reggiana c’è ancora da attendere qualche minuto, mentre l’Olbia raccoglie gli applausi scroscianti dei propri tifosi. Poi, terminata in parità la sfida di Chiavari tra Entella e Recanatese, gli emiliani di Diana possono festeggiare la vittoria del campionato.
TABELLINO
Olbia-Reggiana 1-2 | 37ª giornata
OLBIA: Sposito, Brignani, Bellodi, Emerson (86’ Gabrieli), Arboleda (86’ Corti), Dessena, Zanchetta (55’ La Rosa), Sperotto (73’ Fabbri), Biancu, Ragatzu, Nanni. A disp.: Van der Want, Gabrieli, Incerti, Occhioni, Corti, Babbi, Panvini, Sueva. All.: Roberto Occhiuzzi
REGGIANA: Venturi, Cauz, Rozzio, Laezza, Guglielmotti, Muroni (59’ Vallocchia), Rossi, Nardi (85’ Cigarini), Guiebre, Lanini (59’ Varela Djamanca), Pellegrini (80’ Montalto). A disp.: Voltolini, Rosafio, Cigarini, Fiamozzi, Luciani, Cremonesi, Capone, Hristov, Sciaudone. All.: Aimo Diana.
ARBITRO: Davide Di Marco (Ciampino). Assistenti: Giorgio Lazzaroni (Udine) e Giorgio Ravera (Lodi). Quarto Ufficiale: Eugenio Scarpa (Collegno)
MARCATORI: 3’ Cauz, 37’ Ragatzu, 42′ Guiebre
AMMONITI: 32’ Muroni (R), 32’ Occhiuzzi (dalla panchina), 35’ Diana (dalla panchina), 76’ Brignani
ESPULSO: al 35’ Goretti (dalla panchina)
NOTE: Spettatori: 1860. Recupero: 3′ pt, 4′ st. Angoli: 3-4
“Orgoglioso dei ragazzi”
Al termine della partita contro la Reggiana, il primo a prendere parola in sala stampa è il responsabile della comunicazione Matteo Sechi che riporta una considerazione societaria: “La Reggiana festeggia la promozione in Serie B e l’Olbia si appresta a disputare l’ottavo anno in Serie C consecutivo. Magari sono dinamiche che si danno per scontate, ma oggi, al di là del risultato sportivo che non ci ha premiato, bisogna mettere in evidenza la risonanza nazionale dell’evento sportivo che c’è stato a Olbia. Circa mille persone sono venute nella nostra città e oggi festeggiano un traguardo importante generando sul territorio un indotto economico solo perché esiste l’Olbia. Pensiamo sia importante ribadire quanto importante e ricca di opportunità sia la Serie C per la città“.
SULLA PARTITA. La parola passa quindi al tecnico dei bianchi Roberto Occhiuzzi che analizza subito la gara: “Abbiamo disputato un ottimo primo tempo disputando una mezzora di grande calcio. La Reggiana sentiva molto la tensione ed è stato un orgoglio esprimerci alla pari contro la prima della classe. Malgrado il vento abbia condizionato fortemente la gara, abbiamo sempre cercato di giocare la palla come da nostro dna, ormai. Quella è la strada per valorizzare tutti gli effettivi. A Reggio forse qualcuno ha storto il naso per le nostre dichiarazioni pregara, ma nel calcio si gioca sempre per vincere. E la Reggiana è stata più brava di noi nello sfruttare le occasioni avute“.
SUL PERCORSO. “Dispiace – prosegue Occhiuzzi – che questo campionato finisca tra una gara perché ho una squadra che gioca e si diverte nel giocare che avrebbe ancora tanto da dare. Guardandoci indietro, la fiducia della società è stata fondamentale per me ed esemplare per il calcio italiano. Oltre all’aspetto tecnico e di campo per cui, nei momenti duri, non ho mai cercato alibi pensando soltanto a lavorare, quest’anno si è cercato di far acquisire un senso di appartenenza alla squadra e credo che, grazie al sostegno della città, siamo riusciti pienamente nell’intento“.
SUL TRAGUARDO. L’Olbia continuerà il proprio percorso in Serie C: “Per come si erano messe le cose nel girone di andata, questo traguardo ha un valore immenso soprattutto perché tutte le componenti hanno potuto dare il proprio contributo. Abbiamo disputato un girone di ritorno di alto livello, io ho cercato di migliorarmi sempre giorno dopo giorno e cercato di trasferire anzitutto questo esempio ai giocatori. Alleno un gruppo eccezionale e devo dire grazie ai giocatori più esperti per come mi hanno aiutato. Se credevo ai playoff? Sì, ci ho creduto finché la matematica ci dava delle chance. Credo che questa Olbia avesse i playoff nelle corde e dispiace davvero tanto aver perso punti all’inizio. L’Olbia è una squadra forte e oggi mi inorgoglisce vedere il mio tridente giocare in quel modo. Poche squadre hanno giocatori così, anzi mi spiace non essere riuscita a portare Biancu a fare più reti, si tratta di un giocatore eccezionale“.
LE GARE NON DIGERITE. Guardandosi indietro, Occhiuzzi individua tre partite ricche di rimpianti: “La gara di ritorno a Pesaro, anzitutto. Si è giocato a una porta, anche quando eravamo in inferiorità numerica. Poi, la gara con l’Entella all’andata. In un momento difficile siamo passati dalla possibile vittoria alla sconfitta. E infine la gara di andata con la Recanatese, dove abbiamo prodotto una mole di gioco e occasioni enorme e raccolto solo un punto. Purtroppo, specie nel girone di andata succedeva spesso“.
SUL FUTURO. C’è ancora una gara da giocare e non è arrivato il momento di parlarne: “Posso dire che la città e la Società meritano questo calcio. L’Olbia può contare ora su un’identità di gruppo chiara e sull’entusiasmo della sua città. Io? A fine campionato parleremo con la Società, per scelta condivisa abbiamo deciso di non farlo prima. Sono un allenatore ambizioso che è anche consapevole di dover crescere e lavorare tanto. Olbia, per questo, è la piazza ideale“.
