Serie C, Olbia-Lucchese 0-1

Olbia-Lucchese 0-1 | 33ª giornata
OLBIA: Van der Want, Pinna, Pisano, Bellodi, Cotali, Vallocchia (89’ Maffei), Gemmi, Caligara (70’ Biancu), Peralta, Ragatzu, Ceter (60’ Ogunseye). A disp.: Romboli, Marson, Pitzalis, Dalla Bernardina, Iotti, Muroni. All.: Michele Filippi
LUCCHESE: Falcone, Lombardo, De Vito, Martinelli, Santovito, Bernardini, Mauri (77’ Strechie), Zanini, Greselin (9’ Provenzano), Sorrentino (77’ Di Nardo), Bortolussi (65’ Isufaj). A disp.: Aiolfi, Palmese, Fazzi, De Feo. All.: Giovanni Langella
ARBITRO: Cristian Cudini (Fermo). Assistenti: Luca Feraboli (Brescia) e Massimiliano Bonomo (Milano)
MARCATORI: 30’ Sorrentino
AMMONITI: 21’ Santovito, 64’ Mauri
NOTE: Spettatori: 600 circa. Recupero: 7’ pt, 4’ st
DOMINARE NON BASTA
Un’occasione perduta. Non basta all’Olbia un secondo tempo all’altezza delle aspettative, per quanto impreciso e improduttivo sotto porta, per avere ragione di una Lucchese coriacea e spensierata che sbanca il Nespoli grazie allo splendido gol messo a segno da Sorrentino al 30′ del primo tempo.
Un vero peccato, perché oltre al gol la squadra rossonera ha dimostrato di essere davvero poca cosa quest’oggi. I bianchi, di contro, pagano dazio per un primo tempo giocato in maniera forse troppo ordinaria. Le occasioni non mancano, ma la cattiveria non raggiunge gli apici necessari. Quindi Cotali al 17′ non trova la correzione vincente da pochi passi, mentre Ragatzu e Caligara, dopo il vantaggio ospite, non vanno oltre lo spavento provocato alla retroguardia toscana.
Nella ripresa, l’Olbia alza i ritmi e schiaccia nettamente l’avversario nella propria metà campo. I bianchi manovrano, palleggiano e attaccano, ma, per un motivo o per l’altro, mancano il graffio decisivo per rimettere in carreggiata la gara. Caligara al 48′ non trova, di testa, lo specchio, mentre Ogunseye (subentrato in corso d’opera a Ceter) al 66′ calcia sull’esterno della rete, complice una deviazione. Al 70′ l’occasione forse più clamorosa, ancora con Ogunseye che prende il tempo al marcatore e di testa schiaccia verso la porta esaltando i riflessi di Falcone. Al 72′ gol ancora sfiorato con Vallocchia, la cui girata finisce sul fondo. E sul fondo, dopo aver lambito il palo, finisce anche, pochi minuti dopo, il tiro di Ragatzu.
Tra tanti rimpianti, finisce 1-0 per la Lucchese. Per l’Olbia è già tempo di pensare al Siena.
“Occasione persa”
Non cerca scuse né scorciatoie Michele Filippi nel commentare la sconfitta casalinga di questo pomeriggio contro la Lucchese. E anche per questo parla in maniera esplicita di “occasione persa, perché l’approccio della squadra alla gara non è stato all’altezza delle aspettative. Avevo detto alla squadra che i meriti si conquistano con il lavoro settimanale, ma soprattutto dimostrando di valere nel corso della partita. Questa squadra non può permettersi di sbagliare approccio alla gara”.
Prosegue il tecnico nella sua disamina: “Abbiamo disputato un primo tempo piatto. Nella ripresa abbiamo fatto meglio, ma siamo stati anche imprecisi sotto porta. Nell’arco di una gara serve continuità, ma credo che ad aver pesato sia stato l’atteggiamento iniziale. E questa è la cosa che mi oggi infastidisce di più”. Arriva quindi la domanda sulla formazione iniziale: “Serve sempre equilibrio nel valutare l’undici perché figlio di una settimana di lavoro. Biancu, di rientro dall’infortunio, non aveva i novanta minuti, ma sapevo che avrebbe potuto dare qualcosa in più a partita in corsa e così è stato, mentre Ceter veniva dalla buona prestazione di Pistoia e ci aspettavamo che oggi potesse ripeterla”.
L’Olbia invece non ha saputo gestire la pressione? “Credo che al di là dell’obiettivo di classifica, i giocatori debbano covare in se stessi delle motivazioni che vadano oltre qualsiasi condizionamento esterno. Le motivazioni di uno sportivo di alto livello devono scorrere nelle vene. Un gruppo dimostra di essere grande se riesce a motivarsi a prescindere da tutto e tutti. Evidentemente ci manca ancora questo step da compiere”.
Sulla Lucchese, giudizio rinviato all’analisi a freddo: “Ero concentrato sulla mia squadra, non mi esprimo sulla loro prestazione. Di certo ho visto un avversario giocare con la testa libera e senza pressioni e, nello sport, giocare senza pressione facilita tutto”.