La Triestina apre il girone di ritorno e chiude il 2024 facendo visita all’Arzignano Valchiampo, squadra che dal ritorno in panchina di Bianchini ha innestato una marcia da altissima classifica risalendo di prepotenza la graduatoria. Tesser non può disporre di D’Urso e lo sostituisce con El Azrak, unica modifica rispetto all’undici di partenza uscito vittorioso dal Piola di Novara. Padroni di casa senza Antoniazzi out per un brutto infortunio al crociato (un sincero in bocca al lupo al ragazzo per un pronto rientro), il modulo comunque non cambia con un 3-5-2 nel quale Milillo guida la difesa, Cerretelli la mediana e Lunghi con Mattioli col compito di graffiare in attacco.
Avvio shock per la Triestina, al 3′ un errato retropassaggio di Struna manda Lunghi a tu per tu con Roos, l’attaccante è freddo e con uno scavetto porta avanti i gialloazzurri. Gli alabardati cercano l’immediata reazione con una bella trama sulla destra al 5′, tocco dentro rasoterra di El Azrak per il mancino in corsa di Vallocchia che però cicca la battuta, rendendo agevole il compito a Boseggia. I padroni di casa pungono sulle corsie e al 9′ impegnano Roos con un diagonale mancino di Cariolato, il portiere dell’Unione risponde d’istinto. L’avvio più energico e determinato dei padroni di casa produce una nuova opportunità con Lunghi al 12′, virata e mancino improvviso dal limite con sfera di poco larga rispetto all’incrocio di Roos. Superato il quarto d’ora si fa vedere due volte con Olivieri la Triestina, il primo tentativo è un tiro cross contenuto in presa da Boseggia, che invece si supera sulla mezza girata sottomisura dell’attaccante, chance vanificata da un dubbio offside.
A metà frazione su un corner di Vallocchia almeno tre evidenti trattenute in area di rigore, finisce a terra Vertainen sotto gli occhi di Dini ma per il direttore di gara si può proseguire. La Triestina alza con decisione il baricentro costringendo i padroni di casa nei propri venti metri, spazi è difficile trovarne e bisogna arrivare al 38′ per una potenziale occasione con Vallocchia, che calcia in diagonale generando una mischia in area piccola sbrogliata dalla difesa. E’ enorme invece la palla gol al 40′, con Boseggia miracoloso nel respingere il colpo di testa a botta sicura di Vertainen su una pregevole sponda dal fondo di El Azrak. Nel momento migliore della Triestina trova a sorpresa il raddoppio l’Arzignano, Lunghi scatta in evidente fuorigioco sotto gli occhi dell’assistente che lascia proseguire, l’attaccante a tu per tu con Roos non sbaglia il diagonale.
E’ l’ultimo episodio di un primo tempo approcciato male dalla Triestina, che poi reagisce e ai punti meriterebbe il pari, trovandosi invece in doppio svantaggio complice un gol contestato nei minuti finali.
L’Unione riparte all’attacco e impegna Boseggia in presa bassa con un mancino poco dentro l’area di Tonetto al 3′. Subito dopo botta di Attys dai venticinque metri intercettata col braccio largo in area da Milillo, per Dini si può proseguire. Doppia paratissima di Boseggia a cavallo del 5′, prima respingendo col corpo a tu per tu con Olivieri, poi superandosi per togliere dal sette un mancino potente di Vallocchia dal limite. La pressione alabardata prosegue ma i padroni di casa chiudono meglio gli spazi e nell’unica sortita offensiva della ripresa trovano addirittura il tris con Cerretelli, che al 21′ pesca il jolly su punizione dai venticinque metri trovando l’incrocio dei pali alla sinistra di Roos. Il colpo è durissimo e la Triestina fatica ad abbozzare una reazione consistente almeno fino al 35′, quando un cross basso di Germano dal fondo attraversa la linea di porta spegnendosi sul lato opposto. Ci prova poi Jonsson dai venti metri pochi secondi più tardi, mancino alto di pochissimo con Boseggia proteso in tuffo.
La sfida di fatto termina qui, non succede null’altro di rilevante fino al triplice fischio di Dini, in un pomeriggio nel quale tutto è girato storto la Triestina esce dal Dal Molin senza punti.
Al termine della partita del Dal Molin terminata 3-0 per i padroni di casa, è intervenuto in sala stampa Attilio Tesser.
Tesser
“Eravamo consapevoli delle insidie, delle difficoltà e del tipo di gioco che predilige fare l’Arzignano, che viene da un periodo molto buono ed al quale vanno fatti i complimenti. E’ chiaro che quel gol preso subito ha messo i canoni della partita proprio dove volevano loro, c’è stato un quarto d’ora di difficoltà ma poi abbiamo avuto le nostre occasioni nitide per poterla pareggiare, senza concedere più nulla dopo quella partenza. Abbiamo giocato di là creando abbastanza ma non finalizzando e questo è stato un problema. Il secondo gol ha poi messo loro ancor di più nelle condizioni di giocare come prediligono. Nel secondo tempo abbiamo avuto più di qualche occasione per riaprirla, il loro portiere ha fatto due grandissime parate su Olivieri nell’uno contro uno e su Vallocchia poco dopo, non ci siamo riusciti e poi vanno fatti i complimenti al ragazzo che ha calciato una punizione magistrale. E’ una partita nella quale se c’è stato qualcosa di sbagliato, quello è stato l’approccio, non ce lo possiamo permettere e la cosa su cui lavorare è su questo aspetto. Ero consapevole che questa fosse più difficile di Vicenza e Padova per il modo diverso di giocare, per il fatto che quelle avversarie ti danno magari concentrazione maggiore, atteggiamenti che se non sei giusto subito poi vai a pagare.
L’Arzignano ha meritato anche se il risultato è forse troppo largo ma a loro vanno fatti i complimenti e a noi no. Si sono difesi con ordine e temperamento e per noi si è messa subito in salita, siamo riusciti a reagire e l’abbiamo fatto anche bene ma non a finalizzare, troppe volte siamo arrivati al limite dell’area anche in superiorità sbagliando un tiro, un passaggio, una scelta, cosa che è stata un fattore anche nelle precedenti partite. Questo è un grosso tema perché sembra che si voglia entrare in porta col pallone, ma quando sei lì bisogna calciare. Cito due situazioni con Germano e Tonetto dentro l’area con palla che attraversa l’area piccola senza che arrivi la deviazione vincente, questo è un gap di determinazione, cattiveria e un po’ di qualità nella scelta. Bisogna lavorare e migliorare, è l’unica ricetta, il resto conta zero.
L’assenza di D’Urso ha tolto opzioni? Direi di no, l’unica cosa che non è andata bene è stata l’approccio molle perché per dieci, quindici minuti andavamo al rallentatore e si camminava, circolazione lenta e prevedibile favorendo loro che coprivano bene il campo. Poi siamo entrati in partita, in ritardo ma siamo entrati in partita, un grande peccato e meriti che vanno attribuiti anche al portiere avversario che ha fatto delle parate importantissime. Quando siamo arrivati col direttore abbiamo detto che queste quattro partite ci servivano non per arrivare alla conoscenza totale della squadra, ma in primis per fare punti, se non li avessimo raccolti ora la situazione sarebbe ancor più triste. Poi sia io che il direttore abbiamo visto dove pensiamo serva mettere mano con necessità subito”.
