Defiscalizzazione, Andreoletti al fianco di Ghirelli: “In queste condizioni il calcio di Lega Pro non può ripartire”

“Da oggi, siamo in stato di agitazione. Nella prossima assemblea dei presidenti se ne discuterà compiutamente: non so se inizierà il campionato”. Con queste parole ieri, giovedì 13 giugno, il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha reso pubblico tutto il suo sdegno per il mancato interesse dimostrato in Parlamento circa la richiesta di defiscalizzazione per i club di Serie C, in favore di nuovi investimenti, in particolare per creare strutture, formazione e presidio territoriale per i giovani.
In questa “lotta”, al fianco del presidente Ghirelli, vi è anche il numero uno bluceleste Gianfranco Andreoletti, che oggi è intervenuto in modo deciso sull’argomento.
Presidente, cosa pensa delle parole, forti, pronunciate da Ghirelli?
Condivido a pieno la preoccupazione che il Presidente ha voluto esprimere con la sua dichiarazione shock. La Lega Pro soffre di un evidentissimo problema di sostenibilità, che è poi la causa primaria delle continue situazioni di crisi che minano le nostre società e che sottraggono credibilità all’intero sistema calcio professionistico italiano.
Qual è l’aspetto che più la colpisce di tutta questa situazione?
È incredibile pensare come la politica preferisca premiare chi vuol pagare meno tasse per portare in Italia nuovi allenatori e non, invece, chi spende soldi per i pulmini che permettono ai giovani del territorio di raggiungere i nostri centri sportivi. È davvero mortificante. Condivido e plaudo alle dichiarazioni del nostro Presidente: in queste condizioni il calcio di Lega Pro non può ripartire.
Pensa che le nuove regole di iscrizione potranno essere d’aiuto per un miglioramento della situazione?
Ora che son state definite queste nuove regole, che dovrebbero garantire una maggiore serietà nell’individuare chi è nelle condizioni di poter sostenere un campionato e chi è a favore della mission legata ai giovani, diventa inevitabile affrontare con serietà i temi legati alla defiscalizzazione e alla distribuzione delle risorse previste dalla legge Melandri.
Se cosi non dovesse essere, le vergogne del passato continueranno a ripetersi e ad aggravarsi vista la crisi del sistema economico italiano, che potrà dedicare sempre meno risorse a questo sport il quale – non dimentichiamolo – è una grande “palestra di vita” per i nostri giovani.