Albinoleffe, le dichiarazioni del Presidente Andreoletti ad apertura del nuovo anno

Come da tradizione ormai, a inaugurare il nuovo anno in casa AlbinoLeffe è il presidente Gianfranco Andreoletti, che ha risposto alle nostre domande per dare il giusto benvenuto al 2021 appena iniziato.
Presidente, si è appena concluso un anno, il 2020, che sarà per tutti impossibile da dimenticare. Tante sono state le sofferenze e le difficoltà causate dalla Covid-19, anche nel mondo del pallone. Con la speranza che il 2021 sia un anno più sereno, da dove riparte la famiglia bluceleste?
“Stiamo uscendo da quella che può essere definita una guerra. La pandemia ha colpito pesantemente il territorio bergamasco e noi vogliamo ripartire dall’affermazione bergamasca per eccellenza: ‘Non mollare mai’. Da questo la nostra società trae spunto e in questo senso esprimiamo la volontà di contribuire affinché il nuovo anno sia per i nostri giovani migliore rispetto a quello che ci lasciamo alle spalle”.
Tra coloro che hanno subìto più di tutti le conseguenze della pandemia, ci sono senza ombra di dubbio i bambini e i ragazzi del nostro Settore Giovanile, che hanno dovuto stare lontani dai campi di gioco anche per periodi molto lunghi. Qual è il suo messaggio per i piccoli di casa AlbinoLeffe e le loro famiglie?
“Innanzitutto di contribuire nelle proprie case a vivere questo momento di difficoltà in un contesto di serenità, di applicarsi negli studi e infine di vivere il momento sportivo con lo spirito di chi lo interpreta come sana condivisione di obiettivi di gruppo. Il 2021 dovrebbe essere l’anno in cui la società metterà a disposizione all’interno del Campus, una struttura – l’Academy – che agevolerà ulteriormente il percorso di crescita dei nostri giovani”.
A livello di Prima Squadra, il 2020 è stato un anno che ha visto la conquista dei play-off nella passata stagione e un discreto avvio di campionato in quella in corso. Il tutto riuscendo sempre a conciliare i risultati sportivi alla “mission giovani”, da anni ormai caratteristica fondamentale della squadra bluceleste. Qual è il suo bilancio e quali sono gli obiettivi per il 2021 appena iniziato?
“Sportivamente parlando, il 2020 si chiude con risultati che giudico discreti. È stato comunque un anno caratterizzato dai rammarichi: l’esserci dovuti fermare subito ai play-off, nonostante l’ottima partita disputata contro il Novara, e il non essere riusciti a cogliere l’attimo, che poteva caratterizzare in maniera diversa questo campionato, sono aspetti che hanno segnato l’anno della Prima Squadra bluceleste. Ora la testa non può che essere rivolta al nostro obiettivo primario ovvero la salvezza.
D’altra parte, sono particolarmente contento del lavoro che a livello di Settore Giovanile stiamo portando avanti. I ragazzi che abbiamo ‘promosso’ nella rosa della Prima Squadra, e quelli che stiamo facendo maturare nelle società dilettantistiche, si stanno facendo valere. Questo premia il lavoro di chi gestisce il Settore Giovanile, di chi presiede le tre macro aree e dei nostri formatori e collaboratori vari. È per me doveroso ringraziarli, sottolineando ancora una volta la soddisfazione nel vedere da parte dei nostri giovani un minutaggio così sostanzioso in Prima Squadra. L’obiettivo che ci poniamo è quello di migliorare sempre più la nostra capacità formativa”.
L’inaugurazione del nuovo stadio ci auguriamo sia il momento più importante di questo 2021. L’AlbinoLeffe avrà nuovamente una casa tutta sua dove, non appena la situazione sanitaria lo permetterà, potrà finalmente riabbracciare i propri tifosi. Cosa si sente di dire a quanti hanno a cuore e sostengono (anche a distanza) la causa bluceleste?
“Costruire lo stadio è stata una necessità di ‘sopravvivenza’ conseguente a scelte amministrative del Comune di Bergamo che tutti conoscono. I soci dell’U.C. AlbinoLeffe, che ringrazio per i grossi sacrifici economici che stanno facendo, tanto per la costruzione dello stadio quanto per la realizzazione del Campus, hanno voluto mantenere in vita la società per dare ai giovani bergamaschi un’opportunità di crescita sportiva che ritengono utile innanzitutto per dare alla nostra società civile ragazzi forgiati sui princìpi del lavoro, del sacrificio e del rispetto delle regole, e a quella sportiva atleti che possano ripercorrere la strada di chi, come Biava, Belotti e Valoti, sono arrivati a giocare in Serie A. L’auspicio è che al ritorno nel territorio bergamasco ci siano quelle presenze capaci di sostenere i nostri ragazzi”.