SERIE A, WEEKEND DI PASQUA CON IL CAMPIONATO
WEEKEND DI PASQUA CON IL CAMPIONATO
A 47 anni dall’ultima volta, la Serie A scende in campo a Pasqua. Nella domenica di festa ci sono due big match: Bologna-Inter e Milan-Atalanta. Il Napoli, invece, è di scena sabato a Monza, la Juve fa visita al Parma la sera di Pasquetta
Per decenni, il calcio a Pasqua è stato un rito tutto italiano, una consuetudine che si è interrotta alla fine degli anni Settanta. L’ultima volta in cui un’intera giornata di Serie A si disputò nella domenica pasquale risale al 26 marzo 1978: in quel turno, con un campionato a 16 squadre, tutte e otto le partite vennero giocate nel giorno di festa. Da allora, eccezion fatta per due recuperi (Perugia-Inter l’11 aprile 2004 e Reggina-Udinese il 12 aprile 2009), la tradizione si è persa.
Oggi, a quasi mezzo secolo di distanza, la Serie A Enilive la riporta in vita: l’intera 33ª giornata, infatti, si disputerà nel weekend di Pasqua, tornando così a intrecciarsi con una delle festività più sentite del calendario italiano. Il giorno di Pasqua, in particolare, vede andare in scena alcune delle sfide più calde del turno: si parte con il dentro-fuori salvezza tra Empoli e Venezia, poi le due milanesi, con l’Inter impegnata in uno degli appuntamenti decisivi della sua volata Scudetto, la trasferta di Bologna. La giornata, infine, si chiude a Pasquetta con Parma-Juventus, un match che unisce bagarre salvezza e corsa alla Champions.

La sfida del Via Del Mare tra Como e Lecce inaugura il weekend di campionato. I lombardi non hanno mai perso contro i salentini in Serie A (quattro vittorie e un pareggio), e vengono da due vittorie consecutive. Gli uomini di Fàbregas non sono mai riusciti ad arrivare a tre in questo campionato, e ora puntano a farcela forti del buon stato di forma. Il Lecce, invece, è in fase calante: un punto nelle ultime sette partite, nessuna vittoria nelle ultime otto gare interne. In fase offensiva, entrambe le squadre sono tra le più attive dopo i recuperi alti, ma il Como è molto più cinico: quattro reti realizzate da queste situazioni contro una sola del Lecce. I numeri degli expected points aggiungono un’ulteriore lettura: il Como, con 46 punti previsti dal modello, ne ha conquistati solo 36, registrando un gap di dieci lunghezze, secondo solo al Monza. Una fotografia che racconta di una squadra penalizzata da poca concretezza, ma che può ancora migliorare la propria resa.

Il Monza ospita un Napoli in cerca dei tre punti per mettere pressione all’Inter. I brianzoli vogliono evitare il primato negativo dell’era a 20 squadre: solo 15 punti in 32 giornate, con due vittorie e nove pareggi. Peggio ha fatto solo la Salernitana dello scorso anno. I numeri del Monza, in particolare, mostrano grande fragilità sulle palle inattive: peggior attacco e peggior difesa nei gol di testa (due fatti, 17 subiti). Il Napoli, invece, è l’unica squadra del campionato a non aver ancora subito gol di testa, e ha incassato appena tre reti su palla inattiva. Conte si affida ancora a Lukaku, protagonista assoluto di questa stagione: 12 gol e 10 assist, per un totale di 19 punti portati alla squadra, record per un singolo giocatore nel torneo. La sua presenza sarà cruciale in un finale di stagione in cui il margine d’errore è inesistente.

All’Olimpico la Roma riceve l’Hellas Verona. I giallorossi sono imbattuti da 16 gare in campionato, con un ruolino di marcia che ricorda il finale di stagione 2015/16 sotto la guida di Spalletti (17 in quel caso). Nelle ultime nove partite casalinghe hanno raccolto 23 punti, dopo un periodo opaco in cui ne avevano ottenuti solo 13 nello stesso numero di turni. Contro il Verona, poi, la tradizione è favorevole: 27 partite interne di fila senza sconfitte in Serie A. I veneti, invece, hanno pareggiato le ultime tre gare e restano fragili soprattutto nella prima mezzora, dove hanno subito ben 25 reti. Il 61% dei gol concessi arriva nel primo tempo, record negativo nel torneo. L’Hellas ha segnato appena due gol di testa in tutto il campionato, ma uno di questi è arrivato proprio contro la Roma all’andata. Entrambe le squadre sono tra quelle che hanno perso meno punti da situazione di vantaggio, segno di una certa tenuta mentale.

La domenica si Pasqua si apre con un confronto che può valere una stagione intera: Empoli-Venezia. I toscani non vincono in campionato da 17 giornate, un digiuno che pesa come un macigno, e dall’altra parte i lagunari hanno appena interrotto una serie di otto pareggi e sei sconfitte con il successo contro il Monza, ma non hanno mai ottenuto due vittorie consecutive nella competizione. Nessuna squadra ha perso più punti da situazione di vantaggio del Venezia (26), mentre l’Empoli ha realizzato una sola rete negli ultimi 15 minuti in tutto il campionato. I toscani soffrono anche nell’ultima mezzora, con 28 reti concesse, di cui 15 solo nel quarto d’ora finale. Statistiche che rendono il finale di gara potenzialmente decisivo. Il Venezia, inoltre, è una delle due squadre ad aver concesso più tiri in assoluto (475).

Nel pomeriggio di Pasqua scendono in campo anche Bologna e Inter, in una sfida ad alta quota che promette spettacolo e tensione. I rossoblù hanno perso l’ultima gara di campionato contro l’Atalanta, ma non hanno mai incassato due sconfitte consecutive in stagione. In casa, segnano da 12 partite di fila, mentre i nerazzurri faticano lontano da San Siro: una sola vittoria nelle ultime sei trasferte e un’unica porta inviolata. Curioso il confronto tra tempi di gioco: considerando solo i primi 45 minuti, l’Inter sarebbe in vetta alla classifica con 60 punti; nella ripresa, invece, il primato sarebbe del Bologna, con 59. Le due squadre, inoltre, sono quelle che hanno subito meno conclusioni in assoluto in questo campionato, segno di solidità e organizzazione. Da segnalare anche il dato sulla resilienza: il Bologna ha guadagnato 17 punti da situazione di svantaggio – più di chiunque altro – ma l’Inter non ha mai perso una volta andata in vantaggio.

Il posticipo di giornata mette di fronte Milan e Atalanta, un confronto che intreccia ambizioni europee e valori tattici. I rossoneri, al Meazza, faticano a mantenere la porta inviolata: solo un clean sheet nelle ultime otto sfide casalinghe. Contro le squadre della metà alta di classifica, inoltre, hanno raccolto appena nove punti. L’Atalanta, al contrario, ha già conquistato 22 punti contro le prime dieci, superando il totale dell’intera scorsa stagione. Entrambe condividono una spiccata propensione alla verticalità: il Milan percorre in media 17.1 metri in avanti per azione, dietro solo al Real Madrid in Europa, mentre l’Atalanta segue in Serie A con 14.6 metri. I rossoneri sono la squadra con più attacchi diretti nei top 5 campionati, la Dea quella che ne capitalizza meglio in zona gol. Interessante anche il dato sulle rimonte: Milan e Atalanta hanno guadagnato rispettivamente 16 e 15 punti da svantaggio, subito dietro al Bologna.

In una giornata che offre tante emozioni in chiave alta e bassa classifica, c’è anche spazio per un confronto tra due squadre che vivono un finale di stagione relativamente sereno: Torino e Udinese. I granata, imbattuti all’Olimpico Grande Torino nel 2025, cercano di consolidare una stagione fatta di solidità difensiva, testimoniata dai soli 13 gol subiti in 15 partite casalinghe, secondo miglior dato del campionato dietro solo al Napoli. L’Udinese, invece, attraversa un momento critico, con quattro sconfitte consecutive e un solo gol segnato in questo parziale. Nonostante le difficoltà, però, i friulani si distinguono per la varietà di interpreti in zona gol, con ben 15 marcatori diversi in stagione.

A Cagliari arriva una Fiorentina in cerca di continuità. I sardi sono in ripresa e sono tra le quattro squadre che, nel 2025, hanno raccolto più punti rispetto a quanto fatto nella prima metà del campionato. I viola, al contrario, alternano prestazioni convincenti ad altre più opache, ma hanno ritrovato una certa compattezza: quattro clean sheet nelle ultime sei partite dopo un periodo di difficoltà difensiva. La squadra di Palladino potrebbe pareggiare tre incontri consecutivi per la seconda volta da quando il tecnico è alla guida. Tuttavia, le trasferte restano un punto dolente: una sola vittoria nelle ultime otto lontano dal Franchi. Il confronto potrà essere deciso sulle palle inattive: il Cagliari è la squadra che ha incassato più gol da queste situazioni (18, di cui nove da corner), mentre la Fiorentina è seconda solo all’Inter per reti segnate su calcio piazzato (17). I rossoblù, però, sanno colpire di testa: nessuno come loro e l’Atalanta per tentativi (91), e ben il 28% delle loro reti è arrivato proprio con questo fondamentale. I viola, dal canto loro, sono maestri nei tiri da fuori: nessuno ha segnato più gol dalla distanza in questa Serie A (nove).

Al Ferraris, Genoa e Lazio si sfidano in un duello tra filosofie di gioco e momenti differenti. Il Grifone ha cambiato pelle con Patrick Vieira, che dalla 13ª giornata ha portato 29 punti in 20 partite, rendendo il Genoa la nona forza del campionato in questo arco temporale. Nessuno ha fatto meglio della squadra rossoblù per numero di clean sheet nello stesso periodo (nove), e nel 2025 il Genoa è ancora imbattuto in casa. Dati che rendono il francese il tecnico con la media punti più alta (1.45 a match) sulla panchina dei liguri nel torneo nell’era dei tre punti a vittoria. La Lazio, invece, è in cerca di certezze: cinque pareggi nelle ultime otto gare e la possibilità di centrare due successi esterni consecutivi con porta inviolata per la prima volta in stagione. I biancocelesti sono micidiali nel finale: 18 gol segnati dopo il 75’, sei dei quali oltre il 90’, record in entrambi i casi. I liguri, invece, sono quelli che hanno guadagnato più punti grazie ai gol segnati nel quarto d’ora finale (10). Il Genoa non ha mai perso una partita in cui è passato in vantaggio, mentre la Lazio fatica a rimontare – solo due successi in 13 gare in cui è andata sotto.

Chiude il programma la sfida tra Parma e Juventus, un confronto che storicamente sorride ai bianconeri. I ducali non battono la Juve dal 2015, ma hanno trovato un’identità solida, testimoniata dai cinque pareggi consecutivi. Il Parma ha un ottimo rendimento contro le “grandi”: ha conquistato 16 punti contro le squadre della parte alta della classifica, secondo solo al Como tra le “piccole”, e ha mantenuto l’imbattibilità nelle ultime quattro di queste sfide. I numeri sulle palle inattive raccontano una sfida tattica interessante: il Parma è la squadra che segna più spesso da corner in percentuale (22%, otto gol su 37), mentre la Juventus è quella che ne subisce di più in proporzione (20%, sei su 30). Anche i marcatori sono distribuiti in modo simile: 16 diversi per il Parma, 15 per la Juventus, a conferma di un gioco corale da entrambe le parti. Con l’arrivo di Igor Tudor, i bianconeri hanno alzato l’intensità, risultando la squadra con più interruzioni alte delle sequenze avversarie nelle ultime tre giornate. Una sfida nella sfida sarà quella di Vlahović, che non ha mai segnato in Serie A contro il Parma, una delle poche squadre che mancano nella sua collezione.
