SEI GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN SERIE A ENILIVE
SEI GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN SERIE A ENILIVE
Fazzini, Casadei, Pisilli, Jiménez, Pio Esposito e Leoni sono tra i talenti emergenti più interessanti in vista della stagione in partenza. Attesi al banco di prova più atteso, sapranno affrontare le sfide che la Serie A Enilive ha in serbo per loro?
La Serie A Enilive 2025/26 riparte anche dal talento dei giovani. Accanto a talenti in erba come Camarda e Carboni, altre sei promesse — Fazzini, Casadei, Pisilli, Jiménez, Esposito e Leoni — sono pronte a ritagliarsi un ruolo da protagonisti. Hanno mostrato sprazzi di classe, ora è il momento del salto di qualità.
Jacopo Fazzini, una chance alla corte di Pioli

Jacopo Fazzini, classe 2003 originario di Massa, è cresciuto nel vivaio dell’Empoli, club con cui ha disputato tre stagioni in crescendo in Serie A, culminate con un brillante finale nell’ultima annata: 4 gol e 1 assist nelle ultime sei giornate nel tentativo, vano, di salvare i toscani. Centrocampista tecnico, mostrava doti importanti già in Primavera, ma col tempo ha saputo evolversi: da centrocampista a trequartista, il ruolo che ne esalta le migliori caratteristiche: un’intelligenza tattica non comune, senso dell’inserimento e capacità di saltare l’uomo.
Nell’ipotetico 3-5-2 o 3-4-2-1 della Fiorentina targata Pioli, Fazzini potrebbe rivelarsi una risorsa preziosa sia come mezzala sia nei due sottopunta alle spalle di Dzeko o Kean. Per Jacopo si apre un’occasione cruciale: imporsi finalmente con continuità nella massima serie e confermarsi come una delle migliori intuizioni del mercato viola.
Cesare Casadei vuole domare il Toro

Cesare Casadei è uno dei prospetti più luminosi del calcio italiano. Classe 2003, scuola Inter, dopo un passaggio al Chelsea e 15 presenze in Serie A con un gol e un assist coi granata, è atteso dalla stagione della consacrazione. Nell’estate ha brillato all’Europeo Under 21 con la Nazionale italiana, andando a segno con la rete del vantaggio contro la Slovacchia e risultando tra i più positivi nelle altre sfide.
Anche in precampionato ha lanciato segnali incoraggianti, segnando l’unico gol granata nella sfida amichevole persa 3-1 contro il Monaco. Baroni crede fortemente nel talento del romagnolo, che può dare ritmo e qualità al centrocampo. L’ambiente è favorevole, l’allenatore molto abile con i giovani: a Cesare non resta che prendersi la scena.
Niccolò Pisilli, il nuovo gladiatore del centrocampo di Gasperini

“Giovane, pimpante e forte”: Niccolò Pisilli, classe 2005, incarna perfettamente il tipo di calciatore richiesto da Gasperini per la sua nuova Roma. Alla sua prima stagione da regolare in prima squadra, il canterano dei giallorossi ha totalizzato 41 presenze tra tutte le competizioni, impreziosite da 3 gol e un assist, agendo principalmente da centrocampista incontrista.
Nel corso dell’Europeo Under 21, il CT Nunziata lo ha utilizzato da trequartista, e Pisilli ha ripagato la fiducia segnando contro la Spagna. Gasperini sembra voler seguire la stessa strada, testandolo alle spalle della punta nelle prime uscite estive. Se riuscirà ad adattarsi ai complessi automatismi tattici dell’ex tecnico dell’Atalanta, il giovane romano potrebbe diventare una colonna portante della nuova era giallorossa.
Álex Jiménez alla prova Allegri sulla fascia del Milan

Esterno destro classe 2005, Álex Jiménez è uno dei talenti più interessanti emersi nelle ultime stagioni rossonere. Dopo l’esordio con Pioli, ha trovato maggiore continuità sotto Fonseca e, soprattutto, Conceição, arrivando a collezionare ben 33 presenze con la maglia del Milan a soli 20 anni. Dotato di velocità bruciante, ottima tecnica di base e uno spiccato senso per il dribbling in corsa, Jiménez ha spesso dato l’impressione di poter spaccare le partite con una giocata, risalendo nelle gerarchie ai danni dei più esperti Calabria ed Emerson Royal.
Il nuovo scenario tecnico, però, cambia le carte in tavola: sulla fascia sinistra è arrivato dall’Inghilterra il più navigato Estupiñán, mentre in panchina siede Max Allegri, maestro nella trasformazione di esterni offensivi in terzini completi. Se saprà abbinare alla sua naturale vocazione offensiva un’attenta fase difensiva, potrà crescere a dismisura e guadagnarsi un ruolo importante nella nuova annata milanista.
Pio Esposito, la punta che sogna l’Inter

Pio Esposito è tornato alla base con l’idea di provare ad insidiare due giganti come Lautaro Martínez e Thuram per un posto nell’undici nerazzurro. Cresciuto nelle giovanili dell’Inter con numeri importanti sotto rete, ha vissuto in Serie B a Spezia le prime stagioni da professionista, passando dalle 3 marcature del primo anno alle 19 reti dello scorso: un vero e proprio botto che lo ha proiettato nell’alveo dei giovani italiani più promettenti e che gli è valso la convocazione per il Mondiale per Club negli USA, manifestazione in cui ha brillato con 1 gol e 1 assist in 2 presenze. Centravanti moderno, tecnico e strutturato, forte nel gioco aereo e lucido sotto porta, il classe 2005, originario di Castellammare di Stabia, è considerato da Chivu una possibile alternativa di valore alla coppia titolare. Il suo compito? Farsi trovare pronto quando verrà chiamato in causa, sfruttare al massimo ogni occasione e dimostrare di poter far parte stabilmente della rosa nerazzurra.
Giovanni Leoni, il pilastro baby della difesa del Parma

Nato nel 2006, cresciuto nelle giovanili del Padova prima di esordire in Serie B con la Sampdoria di Pirlo, Giovanni Leoni è uno dei prospetti difensivi più intriganti del campionato. Forte un girone di ritorno ad alto livello con la maglia del Parma, il giovane difensore centrale ha conquistato la fiducia di Pecchia prima e di Chivu poi, imponendosi al centro della retroguardia ducale e dimostrando di non subire il confronto con i centravanti più grandi e potenti della Serie A.
Con i suoi 195 centimetri di altezza, Leoni domina i duelli aerei e si adatta con naturalezza sia alla difesa a tre che a quattro. Ha mostrato versatilità anche da terzino destro, e sebbene debba ancora affinare velocità, tecnica e lettura difensiva, i margini di crescita sono enormi. Se il Parma resisterà alle sirene di mercato provenienti dai big club, con Cuesta alla guida i ducali potrebbero aver trovato il leader difensivo del futuro.
