“Rigore è quando arbitro fischia” di Emanuele Perego

Vujadin Boskov: a 5 anni dalla sua scomparsa.
“Rigore è quando arbitro fischia” è una delle massime di Vujadin Boskov, tecnico e padre della Sampdoria vincente di Paolo Mantovani.
Le sue interviste erano spesso esilaranti; uomo arguto, pungente ed ironico. In conferenza stampa, il serbo componeva citazioni semplici e dirette, spesso per stemperare le polemiche.
Pubblicità
Pubblicità
E’ stato un cittadino del mondo: il maestro parlava 5 lingue e annoverava una laurea in Storia. Coniugato sino alla fine a Yelena, moglie e attrice di teatro, colta e garbata.
Era una persona intelligente, a tratti sarcastica e un tecnico navigato. Il “professore”, come lo chiamavano in madrepatria, lega le sue fortune ai gemelli del goal: Gianluca Vialli e Roberto Mancini.
I suoi giocatori lo ritenevano con affetto una sorta di mago e stregone. “Chi non tira in porta non segna” era solito dire in allenamento con la sua proverbiale simpatia.
Boskov è stato un visionario e innovatore, saggio e leggendario.
Con i blucerchiati vinse 1 Tricolore (nel 1990-91), 2 Coppe Italia (1987-88 1988-89), 1 Coppa delle Coppe (1989-90) e 1 Super Coppa Italiana (1991).
Nella sua parentesi romana (sponda giallorossa) ha il grande merito di lanciare Francesco Totti alla ribalta nazionale.
Il calcio non lo ha insegnato solo sul green, ma anche ai giovani allenatori presso il Centro Tecnico di Coverciano. Il suo discepolo in panca per atteggiamento e filosofia è Sinisa Mihajlovic, l’attuale tecnico del Bologna.
Rammentiamo altre frasi celebri e aforismi da lui coniati: “In campo sembravamo turisti. Con la differenza che per entrare allo stadio non abbiamo pagato il biglietto” oppure “Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0”.
In qualità di tecnico giocò 2 finali di Champions League con Real Madrid (1981) e Sampdoria (1992), perdendole entrambe contro Liverpool e Barcellona.
In Italia ha allenato: Ascoli, Sampdoria, Roma, Napoli e Perugia.
A cinque anni dalla sua scomparsa, era il 27 aprile del 2014, dopo una lunga malattia, il calcio italiano e i suoi tifosi lo ricordano.
Vujadin nasceva a Begec il 16 maggio del 1931. E’ stato un ex calciatore, discreto centrocampista, nella Vojovodina, squadra di Novi Sad; militò una stagione alla Sampdoria; infine, appese le scarpette al chiodo in Svizzera, nello Young Boys.
Disputò con la casacca della Nazionale jugoslava 57 incontri, partecipando all’Olimpiade di Helsinki del 1952 e giocando 2 mondiali. Per ironia della sorte chiuse la carriera guidando la Nazionale del suo Paese dal 1999 al 2001.
“Rigore è quando arbitro fischia”: Vujadin Boskov.
Emanuele Perego www.lavocedeltrentino.it www.emanueleperego.it www.perego1963.it