Le stranezze del campionato Under 17 femminile

Si parla tanto di sviluppo del calcio femminile, di crescita del numero di tesserate, di campionati sempre più interessanti, ma sembra che la Figc sul tema abbia idee un po’ cervellotiche. L’esempio arriva dal campionato nazionale Under 17, che quest’anno conta 76 formazioni iscritte: non siamo al livello dell’Under 15 ma comunque le cifre iniziano a essere importanti. Il problema inizia quando a livello centrale si decide di procedere alla suddivisione dei gironi da cui usciranno le qualificate alla seconda fase: non è possibile tenere come elemento distintivo i confini regionali perché alcune realtà hanno poche formazioni iscritte, così da Roma si interviene a tavolino definendo criteri differenti, che cerchino comunque di tenere conto della vicinanza delle varie città. Fin qui tutto corretto, se non fosse che dalla divisione nascono storture che creano enormi differenze fra le varie squadre impegnate. Due esempi: in Lombardia il campionato è iniziato alla fine di settembre e nell’ultimo week end si è giocata la quarta giornata (la prima era stata rinviata), con ben 16 squadre impegnate e 30 partite di stagione regolare. Il raggruppamento che comprende parte dell’Emilia Romagna e tutta la Toscana a oggi, 7 ottobre, ancora non conosce il calendario. Il calcio d’inizio potrebbe essere fissato il 13, ma si dice molto più probabilmente il 20, quando la Lombardia sarà già alla giornata numero 6. Una differenza incomprensibile, che oltretutto crea problemi di non poco conto alle squadre che oggi sono ferme: tutti gli altri campionati sono iniziati e diventa molto complicato anche trovare avversarie con cui disputare amichevoli. Oltre a questo, il campionato si disputerà nei mesi più freddi e piovosi, aumentando a dismisura il rischio di lunghe e inutili trasferte, visto che a novembre e dicembre le gare rinviate per maltempo non sono così rare.
Facendo due rapidi conti, ad aprile, quando si conosceranno le squadre qualificate alla fase successiva, le lombarde avranno già giocato 30 partite, quelle emiliano-toscane 16, vale a dire l’87 per cento in meno.
Il tutto per una divisione che ha davvero poco senso, considerato che l’Emilia Romagna è stata totalmente frantumata, come da comunicato della Figc numero 27 dello scorso 19 settembre: Parma è con la Lombardia, Reggio Emilia, Modena e Bologna con la Toscana, Ferrara con il Veneto, Cesena e Riccione addirittura con il Lazio. Perché?