Primavera Novara, focus su Andrea Penna

Primavera Novara, focus su Andrea Penna
Penna, cognome cosciuto nel settore giovanile del Novara Calcio. Dopo Luigi (classe 1993), compagno di squadra di Paolo Faragò nella Primavera di alcuni anni fa, è il momento del fratello minore Andrea, giovane attaccante azzurro diciasettenne. Calabrese (Reggio Calabria) di nascita ma novarese dentro, essendo arrivato in Piemonte in fasce. Primi passi con il pallone mossi proprio in azzurro “a cinque anni. Mi allenavo nell’antistadio del Silvio Piola. Poi mi hanno chiamato all’Atalanta: li sono rimasto solo per tre mesi perché ho seguito i dirigenti che sono migrati nel Monza. In Brianza sono rimasto per cinque stagioni disputando i campionati “pulcini” ed “esordienti”. Da sei anni sono nuovamente al Novara e sono stato allenato da Fusaro, Biscotti, Brambilla, 2 anni con Terni e ora da Gattuso”.
Pulcini a parte, Andrea è sempre stato un attacco, più precisamente un trequartista “il mio ruolo naturale anche se il mister ora mi ha adattato come mezz’ala sinistra. Mi piace molto la progressione con il pallone, inserirmi, tirare da fuori e servire assist oltre che fare gol. Negli ultimi tre anni ho siglato una quarantina di reti”.
Reduce da un biennio negli Allievi con Terni, denso di soddisfazioni “due anni fantastici, intensi. Nei primi dodici mesi abbiamo vinto lo scudetto Allievi Lega Pro. Un gruppo strepitoso, miglior attacco e miglior difesa in assoluto. Ho subito anche un infortunio per tre mesi ma ho recuperato in tempo per le fasi finali di Chianciano, entrando anche nei minuti finali contro il Como, e siglando il gol vittoria. Ricordo con grande gioia la semifinale contro il Lecce e quel successo arrivato dopo ben 16 calci di rigore. In finale poi il tripudio contro la Reggina, superata per tre a zero. Il secondo anno, negli Allievi Nazionali ci siamo ripresi nella seconda parte del campionato dopo un avvio deludente. Contento per i mei 11 gol ma dispiaciuto per il sesto posto che non ci ha permesso di approdare ai play off”.
In Estate l’arrivo in Primavera “in un campionato complicato e durissimo. Mi sono trovato subito bene con Gattuso. Miglioro quotidianamente negli allenamenti anche se fino ad ora non sto trovando molto spazio. Sono uno dei più giovani della rosa; ho ancora molto da imparare. La Primavera è molto diversa dagli Allievi. Qui c’è più qualità, fisicità e gli avversari sono sicuramente più tosti. Un torneo fatto di intuizioni, tecnica e molta tattica”.
Nonostante sia nato in Calabria, Andrea è da sempre un cuore azzurro “contentissimo di giocare nella squadra della città dove sono cresciuto. A Reggio ritorno ogni estate ma qui in Piemonte è come se fossi nato. Vivo con i miei genitori e mio fratello in centro e a Novarello mi alleno praticamente ogni giorno. Qui è molto stimolante e divertente, c’è tutto per far bene perché ci sono strutture di primo ordine e uno staff importante e preparato. Una fortuna per un giovane ragazzo come me. Ho avuto anche la fortuna di allenarmi 2-3 volte con la Prima Squadra durante il ritiro estivo. Mio fratello maggiore Luigi nel Novara è stato compagno di squadra di Faragò. Proprio lui è il mio “idolo”, quel giocatore da seguire con attenzione e dal quale cerco di prendere spunto. Perché lui con grinta, coraggio ed estrema umiltà è riuscito a diventare un giocatore professionista e da alcuni anni a disputare campionati maiuscoli che l’hanno messo al centro di trattative importanti. Sono contentissimo per lui”.
Una routine intervallata da scuola/calcio “frequento il II^ anno della scuola professionale Ravizza. E al pomeriggio mi alleno. E’ dura ma lo faccio con il cuore: sogno di esordire con la maglia del Novara in serie B”.
Fuori dal campo Andrea vive una vita normale “ho una ragazza, Lucia e il tempo libero lo passo con lei e con i miei amici che poi sono in gran parte i miei compagni di squadra. Un’amicizia iniziata dentro un campo di calcio”.
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