Mario Mandzukic e Cristiano Ronaldo: i Gemelli del Gol, di Giuseppe Marchetta

Il primo allenatore dello scribacchino presente, direi il maestro, in quel del Pro Piacenza, tanti anni fa, sosteneva che nel duo d’attacco ideale, le due punte “i gan da ess voi long e voi curt!” (devono essere uno alto ed uno basso), ché il basso e più rapido deve saper attaccare il primo palo, l’altro il secondo. Esempio classico Carlos “Pato” Aguilera e Tomas Skuhravy del Genoa. Chiaramente, per utilizzare il maggior numero di soluzioni offensive possibili, a fine secolo scorso le coppie d’attacco più efficaci sono divenute composte da un giocatore più fisico e finalizzatore ed un trequartista o una seconda punta tecnica, con il vizio dell’assist (spesso e volentieri forte anche sui calci piazzati). Esempio tipico e topico Vialli e Mancini, coppia d’attacco formidabile della Samp anni’80 e ’90.
Gianluca Vialli da Cremona e Roberto Mancini da Jesi, così diversi eppure così affini, l’uno con le rovesciate, l’altro con i colpi di tacco, portarono la Sampdoria ai vertici del calcio vincendo due Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, un’irripetibile scudetto, guadagnando un’altra finale di Coppa Coppe ed una finale di Champions. Paolino Pulici e Francesco Graziani, passati alla storia come “Gemelli del Gol”, apparentemente, non erano una coppia ben assortita. Innanzitutto, a differenza di Vialli & Mancini non erano amici fuori dal campo, ma avevano un buon rapporto da “compagni di squadra” e nulla più, forse ostacolati da due caratteri decisamente diversi; più fumantino ed estroverso Graziani, più schivo, timido e riservato Pulici. In secondo luogo, presi singolarmente, erano due attaccanti abbastanza simili nelle loro caratteristiche. Erano entrambi due prime punte, forti fisicamente, abili finalizzatori, sfruttavano la loro fisicità per scardinare la difesa avversaria. Sarebbero stati l’uno l’ideale riserva dell’altro, solo che erano troppo forti. Pur nella loro similitudine, alcune caratteristiche li differenziavano l’uno dall’altro. Pulici era più finalizzatore, più uomo d’area, abile colpitore di testa, faceva dell’acrobazia il suo tratto distintivo. Era inoltre, in quanto infallibile dal dischetto, il rigorista designato del Torino. Graziani, pur abile nel gioco aereo e nell’acrobazia, spesso e volentieri aveva un raggio di azione più ampio svariando sul fronte offensivo e partendo più da lontano, un’attudine altruista un po’ alla Marco Del Vecchio, se vogliamo, ma con più gol. Pulici e Graziani, comunque, si intendevano ad occhi chiusi, senza bisogno di parlarsi. Insieme segnarono 294 gol nel Toro, vincendo nel 1976 un incredibile scudetto in rimonta, contro la forte Juve bonipertiana e scaltra di Carletto Parola. Ecco, da questo punto di vista gli attuali Mario Mandzukic e Cristiano Ronaldo, rappresentano a tutti gli effetti i nuovi gemelli del gol, ché, oltre ad aver segnato insieme 13 gol in 12 partite, hanno dimostrato un’assonanza non indìifferente con l’antico duo torinista. Entrambi fisicamente ben impostati, portati ad essere prime punte, potenti ed acrobatici, certo CR7 ama di più svariare su tutto il fronte offensivo e sparare bordate anche da lontano. I due sembrano caratterialmente agli antipodi: l’uomo di Madeira, bello, sorridente e narcisista, amante del raffinato ricamo, scattante e rapido; il croato pratico e spartano, bada soprattutto al sodo, pare perennemente incazzato, brutto come il fulmine. In campo pare neanche si parlino, forse perchè da poco assieme. Eppure par giochino assieme da sempre. Uno fa da sponde per l’altro, l’altro riapre a ripetizione al primo. Già 3 assist vincenti di CR7 a Supermario, il quale ha già contraccambiato. Con il Milan gattusiano se n’è avuta la consacrazione definitiva. Allegri in effetti in avanti ha gli uomini contati, visto che Kean e Bernardeschi son ancora ai Box, Cuadrado è stanchino, Costa non ancora al meglio. Il terzetto d’attacco è per forza di cose formato da CR7 e Manzo in avanti, con Dybala a supporto tra le linee. A centrocampo non van meglio le cose e schiera obbligatoriamente Pjanic dietro a Matuidi e l’ottimo Bentancur. Solo in difesa il livornese può metterci del suo, ed inventa lo stakanovista Bonucci in panca, ricordandosi della risorsa Benatia. Il solito Alex Sandro a sinistra, ritorna Cancelo a destra, ennesima conferma per il Chiello e Szczesny. Rino Gattuso replica con un robustoso 4-4-2, ovvero con Donnarumma; Abate, Zapata, Romagnoli, Rodriguez; Suso, Kessie, Bakayoko, Calhanoglu; Castillejo, Higuain. Fischia Mazzoleni il calcio d’inizio. La Juve deve rispondere al Napoli, rocambolescamente vittorioso presso le paludi del Bisagno e momentaneamente balzato a -3. Si parte con ritmi perentoriamente italioti, lenti e sonnacchiosi. 5’ cross di Suso, Benatia spazza via. 6’ ripartenza Juve, palla a Ronaldo, tiro sballatissimo. 7’ tiro libero per i rossoneri: cross in area, blocca Szczesny. 8’ scende Alex Sandro sulla sinistra, giunto a trequarti crossa lungo ed arrotato sul secondo palo, stacco imperioso dell’ariete Mario Mandzukic che sovrasta Rodriguez ed insacca per il vantaggio bianconero. 9’ risponde Higuain che se ne va, ma viene fermato al limite dell’area. 10’ cross di Ronaldo, Mandzukic ancora di testa, stessa posizione di prima. Questa volta un difensore mette in angolo. 12’ Ronaldo servito in area da Dybala, tiro impallato. Mandzukic manda sul fondo. Esaurito lo show bianconero, il Milan va in possesso palla, lento, macchinoso e senza sbocchi. La palla schizza via tra batti e ribatti: tanti errori in fase di palleggio da entrambe le parti. 19’ cross in area bianconera, blocca nuovamente Szczesny. 20’ Ronaldo attacca sulla destra fin sul fondo ed ottiene un corner. La Juve controlla con ordine: giropalla preciso. Ancora un angolo per i bianconeri. 26’ Mandzukic ci riprova per la terza volta in area e gira di testa: Donnarumma para. 27’ verticalizzazione per Higuain che scatta e manda la palla sul fondo. 28’ Ronaldo messo giù al limite dell’area, sulla sinsitra. 29’ tira Pjanic, Zapata si immola e respinge. 31’ al termine di una lunga azione offensiva, la palla arriva a Dybala che par poter penetrare: il tiro dal limite s’impenna e para Donnarumma. 33’ prova il tiro da lontano Suso, para Szczesny. 34’ ancora Dybala mette una palla in area, esce Donnarumma e blocca. 35’ ammonito Benatia dopo un fallo su Bakayoko. 38’ gioco fermo, arbitro al Var per un fallo in area bianconera. 40’ Benatia ha colpito con il braccio mentre contrastava Higuain. Pareva involontario. Ma guardi e riguardi il video e l’idea dello scriba non cambia, quella di Mazzoleni invece si: rigore per il Milan! 41’ va alla battuta proprio l’ex Higuain, tesissimo ed incazzato: breve rincorsa, finta a destra, piattone a sinistra, la deviazione di Szczesny, proteso in tuffo, sul legno e poi in campo. Nulla di fatto! “piuttosto l’avrei fatto tirare a Zapata”, pensa col senno del poi parte del mondo rossonero. Poi tutti a prendere il thé. Rinone non ci sta, ringhia e sbraita. Allegri predica calma. Si riparte. 48’ tiro di Calhanoglu, sul fondo. 50’ parte centralmente Ronaldo con le sue finte, va al tiro dai 30 metri colpendo alla testa Zapata che stramazza al suolo, poi si riprende vedendo gli angioletti. 54’ lungo possesso palla Juve. Alex Sandro per Ronaldo, para Donnarumma. 55’ Ronaldo in contropiede, Romagnoli lo stende: punizione dal limite, sul vertice destro. CR7 vorrebbe battere ma arriva la Joya. Parte col suo tiro arcuato e palo esterno! 58’ punizione in area di Dybala, respinge la difesa. 60’ ammonito Bakayoko per un fallo su Dybala. 61’ esce Castillejo per Cutrone. 64’ azione insistita dei bianconeri che non arrivano al tiro, poi ripartenza rossonera: Kessie per Higuain, respinge Benatia. 66’ insiste il Milan, palla a Cutrone ancora Benatia in angolo. 67’ parte il coast to coast ronaldiano, ma CR7 arriva stanchissimo dopo 40 metri bruciati in un’attimo, il tiro fiacco è parato a terra da Donnarumma. 71’ possesso palla Juve, ma perdono palla i bianconeri: Higuain fermato da Benatia. 73’ esce Pjanic per Khedira. 74’ fuori Abate e Calhanoglu per Borini e Laxalt. 75’ punizione Juve sulla trequarti, salta Higuain e spazza l’area. 76’ Milan in contropiede, Rodriguez al tiro da lontano: alto sopra l’incrocio. Ultime speranze meneghine. 77’ Juve in affanno: ancora Higuain affonda in area, Chiellini lo stoppa in angolo. 78’ esce Dybala per spauracchio Douglas Costa. Il Milan, memore dell’ultima finale di Coppa Italia, sembra subire il contraccolpo e cede di qualche metro. 81’ Cancelo recupera una palla vagante sulla destra, finta ed affonda in area, effettua un tiro su cui Donnarumma respinge corto: CR7 appostato la mette dentro. Gol di rapina e prima rete di Ronaldo a San Siro che chiude il match. Ma v’è un ultimo inopinato sussulto. 84’ fallo di Higuain su Benatia: ammonito l’argentino. Ma il Pipita perde la testa: protesta violentemente con l’arbitro e viene espulso. 87’ ammonito Borini per un fallo su Matuidi. Poi tiki taka bianconero ché Madama per tradizione non infierisce. 91’ percussione centrale e tiro di Cancelo dai 25 metri sfiorante il palo. Poi nulla più, se non l’ennesima vittoria bianconera, l’undicesima su 12 incontri, mai nessuno così, e la Juve regola i rossoneri con un gol per tempo, uno del Manzo, l’altro di CR7. Chiamateli: i Gemelli del Gol!
amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESNY 8: finalmente mantiene inviolata la porta, parando un rigore e bloccando in presa alta due bei cross. Cosa chiedere di più ad un portiere che non subisce tiri in porta!?
CANCELO 7,5: altra grande prestazione del virgulto portoghese. Contro lo United a Torino non c’era. Per la Juve la sua presenza pare sempre di più imprescindibile. Suo l’assist per Ronaldo, sue numerose altre iniziative d’attacco e subitanee chiusure difensive. Un fenomeno.
BENATIA 5: ennesimo rigore provocato dal marocchino. Anche stavolta col “vedi, non-vedi”, che ti lascia il sapore amaro del “ma era rigore!?”.
CHIELLINI 6: partita di saggia padronanza del campo e del pallone.
ALEX SANDRO 7: meglio del solito, specie in attacco. Suo lo splendido cross per il gol di Mandzukic.
BENTANCUR 7: in splendida forma, sta imparando piano piano a verticalizzare e prender botte senza fiatare, col morso tra i denti. Imparasse da lui il ben più anziano Pipita!
PJANIC 7: ottima e continua regia, senza sbavature.
MATUIDI 6: tanta legna a centrocampo, poco presente in avanti.
DYBALA 6,5: sempre nel vivo dell’azione tra le linee. Va quasi mai al tiro.
RONALDO 7,5: la splendida platea di San Siro lo esalta e lui ne appaga le aspettative, con numeri, magie, sgroppate, assist, colpi di tacco, coast to coast ed un gol di rapina dei suoi, il primo a San Siro. Il primo a 33 anni, ma non per colpa sua: è che Inter e Milan da anni non giocano in Europa ad alti livelli. Allora lui è sbarcato in Italia!…
MANDZUKIC 7: gol da autentco ariete d’area, alla John Charles, per intenderci. Ci prova allo stesso modo alte due volte. Poi solito grande combattente, votato alla causa.
ALLEGRI 7: anche stavolta le azzaecca tutte, pure ad aspettare oltre il dovuto nei cambi: Gattuso stava attendendo Allegri per fare i suoi.
PAGELLE MILAN:
Donnarumma 7, Abate 6, Zapata 5, Romagnoli 6, Rodriguez 6. Suso 6, Kessie 6, Bakayoko 5, Calhanoglu 4, Castillejo 4, Higuain 4. All. Gattuso 5.
ARBITRO (Sig, Mazzoleni) 5: il rigore é parecchio dubbio, eppure lui è tornato sui suoi passi deciso e svelto. Tanto in Italia, dare rigori contro la Juve, è come andare con Belén.
Voster
Giuseppe Marchetta