LOKOMOTIV – JUVENTUS 1-2. Con Douglas Costa la fantasia torna al potere. Di Giuseppe Marchetta

E’ struggente lasciarsi andare ai ricordi dei tempi che furono. Eppur talvolta ne scopri il candore ed il profumo intenso di cose buone e perenni. A volte basta un volto per un richiamo a quel tempo. Ho visto il viso a punto di domanda del Francesco Nuti giovane e mi ricordo come eravamo semplici e ripieni di ingenua baldanza. Ci piaceva infinitamente la musica, ascoltrala, ballarla, fino a notte fonda, in quei favolosii anni ’80. Era musica semplice e sincera, diretta al cuore. Come dimenticare gli echi lontani, eppur presenti degli U2 o dei Simple Minds, degli A-ha; la ritmica inimitabile dei Police o di Michael Jackson; il rock melodioso dei Dire Straits o di Chris Isaak. Ma potrei citare decine e decine di altri artisti di talento genuino e verace. D’altronde il Mondo era giunto come al top di una lunga ascesa che culminava con la fine del millennio. In campo letterario esplodevano altri grandi talenti come Stephen King, Ken Follett, John Grisham, ed il mondo del cinema appoggiandosi anche a loro, raggiungeva il suo culmine crativo ed interpretativo. Il talento s’espandeva ovunque, anche in ambito tecnologico, ove gente come Bill Gates o Steve Jobs inventava nuovi sistemi comunicativi che avrebbero fatto la storia dei giorni nostri. Attori famosi divenivano governatori e presidenti della più potente nazione del mondo. I livelli di produzione industriale raggiungevano i vertici ognidove ed i livelli d’occupazione e prosperità di pari passo. Un senso di libertà e benessere, un’aria ruffiana e leggera, non soltanto al sabato sera, riempivano la vita, ed il presente ed l futuro avevano un’anima. A posteriori devo dire d’aver l’impressione dell’allora umanità più libera e leggiadra e quindi più creativa e propositiva. Le zavorre poitico burocratiche odierne erano sopportabili e la libera iniziativa era apppunto libera. Tutti ne potevano beneficiare: dalle piccole e medie imprese, ai grandi sistemi, alla società stessa, in definitiva e quindi all’economia globale ed alla politica. Nel mondo dello sport ovviamente v’era insito lo specchio di tale stato di salute generale. Nel football in particolare il talento la faceva da padrone. Penso al solo calcio italiano, in cui per la prima volta esplodeva la mania del “numero dieci”, ben stampato sulla maglia di qualsivoglia squadra. Il dieci di Liam Brady, divenne presto, su ben più alti livelli il dieci di Le Roy Michel Platini. Imitato dal dieci di Hansi Muller, ma poi dal’arrivo di Diego Armando Maradona, Arthur Antunes de Cimbra, detto Zico, poi quello di Socrates e Junior, quindi di Lothar Mattheus. Sul finire dei favolosi ’80 emergevano improvvisi i virtuosisimi e gli estri di Giangranco Zola, Paolo Di Canio, Beppe Signori ed il re del talento verace: Roberto Baggio da Caldogo, concentrato di creatività, virtuosismo, goliardia, freschezza, bellezza, semplicità e sublime fantasia allo stato puro. Come ho goduto in quei tempi, con il contorno di cotanta beltade! oggi i tempi sono radicalmente mutati. La Plutocrazia che governa il mondo ha preso completamente il sopravvento, e con il suo maxi sistema tecno-finanziario è riuscita ad asservire completamente il mondo al dio denaro. La libertà è perduta e l’umanità ingessata dietro regole e schemi sempre più dettagliati. Parole come Sicurezza, Qualità, Informazione, Formazione e Sostenibilità si sostituiscono a Libertà. Ovè più la creatività, la libera iniziativa, il libero associazionismo!? ov’è finito il talento. Ove la semplicità accompagnata da quell’ingenua baldanza che contraddistingueva l’uomo libero e felice!? guardo ai cosiddetti campioni d’oggi, tipo Ronaldo o Messi. Vedo grande tecnologia applicata allo sport, ai muscoli alla performance spinta alla massima potenza, ché, alfine, l’obbiettivo è univoco: performare al massimo, massimizzare i profitti. In fondo anche i telenti di CR7 e Messi sono inviluppati entro la morsa del profitto a tutti i costi. In ogni caso il loro talento è mosca bianca al cospetto d’una intera generazione d’uomini il cui talento è sopito ed annegato ben al di sotto d’un’inspessita corazza militaresca. Si è ormai tutti militi al servizio d’un losco sistema che ci vuole tutti ossequiosi ed obbedienti soldati scelti. Non mi sorprende che ogni tanto qualche piccola cellula del sistema faccia le bizze ed impazzisca improvvisamente. Non mi sorprendono i recentissimi atteggiamenti ben al di sopra delle righe di un Antonio Conte o persin d’un Carletto Ancellotti, la cui umanità affonda le radici in tempi che furono e che or vedono la proprià creatività succube di voleri ben più potenti dei propri. Non mi sorprende scoprire che la Juve sarriana, benchè lo stesso Sarri voglia sfidare mondo e convenzioni, col suo modo spregiudicato ed avveniristico d’interpretare il gioco del futbol, sia di fatto ancor piatta e Ronaldo-dipendente. Mi sorprende che esista ancora sulla faccia della terra uno come Douglas Costa da Sopucaia do Sul, capace ancora di dribblare, d’azzardare dribbling, d’usare creatività, estro e libera iniziativa, prendendosi gioco di una delle difese più brocratizzate del mondo, dell’intera difesa: quella dei ferrovieri di Mosca della Lokomotiv, andando ben oltre gli schemi ed i dettami tecnico tattici! forse Sarri lo sa, ed è per quello che del brasiliano di Rio Grande do Sul, ne centellina le prestazioni, ne preserva il lento recupero in vista di ben più grandi prospettive. Lui che predilige la creatività allo schema, lui che in fondo, da napoletano verace con un pizzico di toscanità, ama le cose belle e genuine. Così alla viglia del match di Coppa ha pensato ad una Juve qualitativa e bella, fatto di grandi palleggiatori in mezzo al campo disposti a rombo, con un Douglas Costa pronto ad intervenire nel finale per sparigliare le carte. Così contro i moscoviti della Lokomotiv Sarri schiera il solito 4-3-1-2 con: Szczesny; Danilo, Rugani, Bonucci, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Rabiot; Ramsey; Higuain, Ronaldo. Sull’altra sponda Semin replica col suo 4-4-2, ovvero: Guilherme; Ignatyev, Howedes, Corluka, Rybus; Zhemaledtinov, Krychowiak, Barinov, Joao Mario; Miranchuk, Eder. Arbitra Ruddy Buquet (Amiens – FRA), che conduce le squadre al centro del campo moscovita e, dopo attente osservazioni e rapide raccomandazioni, ad un certo punto zuffola forte: si comincia! 2′ punizione guadagnata da Rabiot giù nei pressi dell’area, in posizione decentrata a sinistra. 3′ punizione battuta da Cristiano Ronaldo, papera di Guilherme che si lascia sfuggire il pallone. Sulla linea arriva Ramsey a buttarla dentro, ‘scippato’ il gol al portoghese. 9′ tiro di Ronaldo sporcato in corner. 12′ Miranchuk colpisce prima il palo di testa, sulla ribattuta è il più lesto a mettere dentro. Difesa bianconera immobile a guardare. 1-1 e tutto da rifare per la Juve. 16′ errore di Rugani che perde palla nella propria trequarti, poi il tiro di Zhemaledtinov viene deviato in corner. 17′ Rabiot pesca CR7 al limite, il portoghese non inquadra la porta dal limite. 20′ Joao Mario riceve libero in area, decisiva l’opposizione di Danilo che sporca in corner il tiro del portoghese. 21′ doppia chance per Miranchuk, prima liscia solo su un traversone da sinistra. Poi sul contro-cross impatta solo davanti a Szczesny e manda altro. Difesa bianconera in bambola. 27′ Krychowiak prova da fuori blocca Szczesny. 28′ cross di Danilo Corluka mette in corner. 29′ scambio corto sugli sviluppi di corner. Poi Pjanic mette un cross potente in mezzo bloccato da Guilherme. 33′ cross lento di Alex Sandro, CR7 in stacco di testa anticipa Ramsey, che era meglio piazzato, e mette fuori abbondantemente. 34′ lancio perfetto di Khedira per il Pipita che di volo prova a piazzare alle spalle di Guilherme. Grande intervento del portiere in corner. 35′ gran botta di Ronaldo dal limite. Conclusione però centrale: respinge in qualche modo Guilherme. 39′ ammonito Bonucci per fallo da dietro ai danni di Eder. Giusto il giallo. 40′ Miranchuk scalcia Rabiot: fallo ma niente giallo per il direttore di gara. 45+1′ destro violento di CR7 sulla sponda sporcata di Khedira. Pallone alto. Quindi Buquet manda tutti a prendere il thé. Semin è soddisfatto: sa d’aver seminato bene. Sarri vuole vincere e carica i suoi. Si riprende a suonare. 48′ punizione di Ronaldo con destro rimbalzante dai 35 metri. Respinge con qualche difficoltà Guilherme. 52′ Guilherme anticipa l’intervento in uscita alta prima che il pallone sopraggiunga a CR7. 53′ conclusione incrociata di Barinov da fuori. Il pallone si perde sul fondo. 56′ missile di CR7 angolato ed a mezza altezza disinnescato da Guilherme in pregievole tuffo sulla sua destra. 58′ gran lancio di Bonucci in area per Khedira. Ottimo l’aggancio del tedesco, rimontato però da Rybus. 61′ mancino piazzato da dentro l’area di Miranchuk. Szczesny si distende e blocca. 63′ tiro di Pjanic centrale, blocca Guilherme. 67′ conclusione da fuori di Joao Mario che conclude male una buona ripartenza della Lokomotiv. 67′ tiro di Miranchuk: blocca agevolmente Szczesny. 74′ traversone basso di Rabiot pericoloso. Mette fuori la difesa della Lokomotiv. 78′ occasionissima per la Lokomotiv Mosca. Szczesny sbarra la strada a Krychowiak in uscita. Sulla respinta Joao Mario calcia verso la porta sguarnita: salvataggio provvidenziale di Bonucci sulla linea. 80′ uscita a vuoto di Guilherme: per poco Cristiano Ronaldo non ne approfitta. 84′ affondo in area a sinistra e cross basso di Rabiot per Dybala che anticipa Corluka in spaccata ma non trova la porta. Poi storie tese con il difensore che l’ha travolto dopo la deviazione. 90′ cross e contro-cross, il pallone respinto arriva a Pjanic dal limite che scarica. Pallone deviato in corner. 90+3′ super giocata di Douglas Costa che parte dall’ala sinstra, ne salta due e scambia con Higuain che gliela restituisce di tacco in mezzo all’area avversa e batte Guilherme. Nell’esultanza il brasiliano si toglie la maglia e viene ammonito. Quindi termina rapidamente l’incontro con l’ennesima vittoria juventina, il settimo 2-1 stagionale, in cui per una volta ha vinto la fantasia spontanea d’un solo uomo: Douglas Costa.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESNY 5: sul gol russo m’è parso un poco impacciato e dormiente. E’ lui che dovrebbe suonare la sveglia e la carica all’intero reparto.
DANILO 5: tecnicamente molto al di sotto del compare di ruolo, Juan Cuadrado. Un solo cross, poco convinto.
BONUCCI 7,5: grande prestazione difensiva. Il miglior Leo di stagione.
RUGANI 6: se la cava dignitosamente.
ALEX SANDRO 5: ha ripreso la tendenza a non attaccare con profitto.
KHEDIRA 5,5: buon palleggiatore. Nulli gli inserimenti in avanti.
DOUGLAS COSTA 8: entra ed in poco tempo cambia partita e mondo contemporaneo.
PJANIC 6: normale amministrazione.
RABIOT 6,5: a poco a poco entra nel calcio italico e sarriano. Buoni gli spunti in affondo sulla sinistra. I suoi gli devono credere di più.
RAMSEY 7: rubacchia la paternità del primo gol a Ronaldo. Per il resto si muove saggiamente tra le linee come richiestogli dal mister, giocando parecchio di sponda e d’astuzia.
BENTANCUR 6,5: entra da trequartista per mascherare l’ingresso appena successivo di Douglas Costa. In realtà continua a giocare come sa da mediano di spinta. Stavolta spinge più del solito.
HIGUAIN 7: gioca esclusivamente per la squadra, con tigna, classe e pure un briciolo di fantasia. Suo il tacco liberatorio in area per il gol di Douglas Costa.
RONALDO 5: avrebbe segnato lui il primo gol, il primo ufficiale su punizione per la Juve. Ramsey col suo improvido tocco finale gli ha negato la soddisfazione, anche perchè in tribuna c’era il capo-radattore di France Football venuto opportunamente per osservare CR7 e giudicarne l’attendibilità di vincitore dell’imminente Pallone d’Oro.
DYBALA 6: volitivo come al solito, sfiora la rete su assist di Rabiot.
SARRI 7: ha il pregio d’aver avuto il coraggio di sostituire l’inconcludente CR7. Non è da tutti. Per il resto ottiene quanto sperato alla vigilia, ossia passaggio del turno e ottime possibilità di vincere il girone.
ARBITRO (Sig. Ruddy Bouquet, Amiens – FRA) 7: non si nota, quindi un grande.
Voster
Giuseppe Marchetta