JUVENTUS – SPAL 4-1, vista da Giuseppe Marchetta

In questi primi brividi di mezzo autunno, il senso della vita, pur gagliarda e forte, par in qualche modo scemare e rabbuiarsi, almen per un poco, e financo la Vecchia Signora par allinearsi ai toni, ai tempi ed al clima, mostrando d’aver forse la coperta troppo corta o, almen, con qualche buco da rammendare. Manca il Manzo croato ed acciughino Allegri preferisce turnoverare Cuadrado, Pjanic, Buffon ed il Chiello, in vista di prossimi impegni ben più probanti, almen sulla carta. Ed allor, quasi a furor di carta stampa, butta dentro sia il Berna sia il Costa, che, come ben sanno i miei 20 lettori, forse solo insieme fanno un gran giocatore, con la riflessività ed eleganza del primo e lo scatto del secondo, ma distinti, per natura ed abilità tecniche, tenderebbero a giocar sulle stesse piastrelle a dilaniarsi vicendevolmente i piedi. Comunque a scanso di equivoci ne piazza uno largo sull’ala destra e l’altro sull’opposta. Ma fin che parliam d’attacco non c’é poi tanto da lamentarsi. Il problema è quando si comincia a scalar verso il centrocampo fin a mirar poi la difesa. Bentancur par giocare senza vena e lume, specie in copertura, mentre il Rugani insieme a Barzagli, danno il senso d’eleganza e pulizia, ma il primo é ancora alla ricerca di un approccio sicuro ed il secondo sembra più pesante del Pipita di settembre. Giusto per compendiare il senso di triste ed incombente stagione invernale, prima della partita v’è un minuto di raccoglimento sulla memoria della Shoah, dopo i fatti della maglietta della Roma con la foto di Anna Frank e tutte le conseguenti polemiche di stampo puramente ideologico e tendenzioso, che con lo sport non dovrebbero avere niente a che fare. “Ma veniamo al sodo” (cit. Enzo Tortora): parte il match con il pallino in mano ai bianconeri, come da copione. ma per i primi 14 minuti, con la Spal tutta arroccata dietro la linea della palla, gli spettatori rimpiangono i caldi divano e/o letto di casa. E giù sbadigli. Poi all’improvviso si sveglia la Joya che pesca lungo Higuain, anticipato, palla di nuovo a Dybala, che serve al limite Douglas Costa, di prima per il Berna, appena dentro l’area, controllo di destro ed al volo fa partire un sinistro tracciante una parabola destinata all’incrocio verso il palo lungo, con Gomis a guardare attonito e raccogliere in fondo al sacco. Poi di nuovo qualche sbadiglio. Quindi al 20′ punzione su mattonella Dybala. Va al tiro a giro nuovamente mancino la Joya, per cogliere l’incrocio sul primo palo, con Gomis vanamente proteso in volo. 2-0. E via, gli sbadigli aumentano ed in questo clima di decadente monotonia e scontatezza, la Spal sembra l’ennesima squadra materasso di questo sbilenco Campionato, specchio di questo sconquassato Mondo, ove sembra che si rubi sempre di più ai poveri per dare ancor di più ai sempre più ricchi. Il risultato è che gli squilibri aumentano e la noia pure. Però la vita è un’avventura ed è bella per davvero e, quando tutto sembra incanalarsi verso la scontatezza più assoluta, ecco, all’improvviso, ciò che ti sorpassa da destra. Così al ’34 avviene la svolta: angolo ferrarese da sinistra, palla a limite dove arriva l’ex e scarognatissimo Mattiello (calcisticamente vivo per miracolo dopo i 3 traumi catastrofici alle gambe), tiro di prima intenzione, ma sbilenco e lemme, che, se il polacco Szczesny non si fosse allineato ai sonni di tribuna, questi probabilmente avrebbe abbrancato in facile presa. Ed invece la palla finisce sul vertice destro dell’area piccola, ove l’unico a svegliarsi è Paloschi, che circumnaviga la mole di Lichtsteiner, ormai in letargo, e deposita a porta vuota: 2-1. La Juve sembra non reagire, neanche con un briciolo d’orgoglio, pur continuando a tener palla e ruminar di gioco. Si va così spegnendosi fin all’intervallo, ove a poco contribuisce il fatidico Thé Lipton, le cui bustine probabilmente son molto simili al quelle del Sognidoro. Si torna cioè in campo sulla stessa falsariga del finale di tempo, con ritmi blandi ed impacciati, se non peggio. L’unico che col passar del tempo s’agita e freme è Mr Allegri in piedi in Area Tecnica, a menar i pugni, arrovesciar il cappotto e ulular d’ugola. Già al 52′ la modesta Spal addirittura va vicino al pari: Paloschi riceve palla in area da sinistra, con una finta si beve sia Barzagli sia Alex Sandro e calcia quasi a botta sicura. Per miracolo rinviene il Barza ad immolarsi disteso ed a deviare in corner. Sul conseguente cross dalla bandierina, si forma un grappolo di giocatori a saltare di testa davanti a Buffon, palla spizzata verso Paloschi che tira sotto porta, coglindo la parte inferiore della traversa. La palla rimbalza in campo e viene rispedita in rete da Oikonomou. L’arbitro sembra convalidare, ma rimane per un po’ impietrito, molle e succube del sound in cuffia. Qualche smorfia sul labiale, un gesto della mano come a dire: “e adesso che faccio!?”, la gente a casa ed in tribuna che si chiede:”ma perchè non va di persona a vedere l’azione sul monitor!? non se la sente!? ha paura !?”, il filosofo anti-VAR, Buffon, in panchina, riflette sbigottito. Alla fine si decide: fallo per la Juve, gol non valido! sarà fuorigioco di Paloschi o un fallo di mano in mischia!? o semplicemente fallo di confusione mentale di Arbitro e VAR !? boh ! sta di fatto che ha ragione Buffon: tutte le volte che c’è di mezzo la Juve, gli Arbitri fanno i fenomeni! Amen, e si va avanti. La questione sembra aver dato uno sberlino alla Juve che riparte più tonica. Anche perchè Allegri s’è stufato e butta dentro in pochi minuti Cuadrado per Bernardeschi e Pjanic per Bentancur. Al 64′ va al tiro Higuain, con deviazione in angolo. Sul preciso corner di Pjanc, Khedira di demi-tacco al limite dell’area piccola devia verso la porta, con ribattuta verso il vertice destro, ove staziona volpe Higuain, che in girata di sinistro (ancora!), rasoia verso l’angolo opposto in fondo al sacco: 3-1! 70′ Khedira s’incunea centralmente sulla trequarti e chiede l’uno-due alla Joya, il cui tocco gli ritorna ribattuto, quindi questi riapre a sinistra per Speedy Douglas Costa, che s’invola verso il fondo, crossa teso ed arquato verso il secondo palo (in fotocopia all’assist per il Manzo in Champions), ove sopraggiunge in tuffo Cuadrado che schiaccia sul guantone sinistro di Gomis proteso a terra, e di qui sul palo, quindi in rete: 4-1 e partita chiusa! è finita ma non per tutti, ché Marchisio al 75′ rientra in campo dopo un bel po’ di tempo, e allo Stadium scoppia un’ovazione tutta per il Principino, che pochi minuti dopo, all’85’ fa a tutti ricordare di che pasta è fatto: recupera un pallone nella propria metà campo, occhiata lesta ben più in là, lancio preciso e radente a spalancare la porta ad Higuain, tutto solo, che salta Gomis e deposita nella rete or sguarnita: 5-1! no, siccome ha segnato la Juve per l’ennesima volta in due giornate, dando un preciso messaggio a tutto il Campionato, no, ci vuole la VAR, qualcuno lo ha irrimediabilmente deciso. Quindi dopo un paio di minuti l’Arbitro Pasqua, quasi contento (come una Pasqua), annulla.
E così sia
PAGELLE
SZCZESNY 5: il gol della SPAL è anche colpa sua.
LICHTSTEINER 5: idem.
RUGANI 5,5: appare nuovamente titubante nei recuperi e con poche idee in fase d’impostazione.
BARZAGLI 6,5: in un’occasione si fa superare da Paloschi ma lo recupera in extremis salvando il risultato.
ALEX SANDRO 5: prosegue la sua involuzione atletica e morale. Sembra scontento di giocare tra tanti campioni.
KHEDIRA 5,5: un deciso passo indietro rispetto a tre giorni prima.
BENTANCUR 5: poco dinamico ed attento in entrambe le fasi.
MARCHISIO 7: entra e lancia Higuain verso il trionfo del 5°gol, poi annullato dalla Tecnologia, così poco sensibile ed umana.
BERNARDESCHI 7,5: segna un gran bel gol e cresce nell’intesa, specie in attacco.
CUADRADO 7: entra e segna di testa in tuffo.
DYBALA 7: vivace e reattivo. Monetizza una bella punizione.
DOUGLAS COSTA 7,5: solo il suo dinamismo, insieme a quello del Pipita, si fanno sentire. Suo il perfetto assist per il gol di Cuadrado.
HIGUAIN 7,5: in assenza del croato è lui il vero Manzo. Becca silente un sacco di botte, e svaria su tutto il fronte d’attacco. Segna 2 bei gol, ma il più bello gli viene annullato.
ALLEGRI 6: sembra che per lunghi tratti perda il polso della squadra. S’agita e sgola quasi invano. Turnover e cambi son ovvi e scontati.
Giuseppe Marchetta