JUVENTUS – MILAN 1-0. Juve, Sarri, CR7 e la Joya assoluti ed il relativismo. Di Giuseppe Marchetta

Ho amato fortemente Joseph Ratzinger quando parlava al Mondo. L’ho amato ed intimamente sostenuto quando parlava di “Dittatura del Relativismo”, ossia di ciò che è al centro del pensiero comune moderno e contemporaneo. Direi la radiografia del pensiero moderno. Il Relativismo, ossia assenza di alcunché di assoluto ed universalmente riconosciuto, per cui nessun dogma può essere proclamato, nessun fondamento portato avanti come cardine dell’umana esistenza e convivenza, genererebbe conseguentemente un’apertura a qualsiasi forma di pensiero filosofico, religoso, per non dire a qualsiasi idea “spazzatura”, che incentiverebbe il cosiddetto “Pensiero debole”, tanto caro alla corrente contemporanea della “New Age”. Un’altro modo di esprimere lo stesso concetto potrebbe essere: “tirannia della tolleranza”. Ma muoversi tra la tolleranza e la tirannia è come camminare su una corda tesa. G.K. Chesterton diceva: “Tolleranza è una bella parola per l’indifferenza e indifferenza è una parola elegante per l’ignoranza”. La ragione per avere una mente aperta (come il motivo per avere una bocca aperta) è alla fine di chiuderla, perché è stata riempita con qualcosa di buono. La tolleranza, da sola, è una virtù debole che alla fine si attorciglia su se stessa con un’inclinazione suicida. Questo perché l’unica cosa che la tolleranza non può tollerare è l’intolleranza, e più una persona diventa tollerante, più ogni piccolo pezzo di intolleranza diventa intollerabile. Così la persona che pone la tolleranza come l’unica e più alta virtù, alla fine è incapace di tollerare qualcuno o qualsiasi cosa o qualsiasi legge che limiti o definisca qualcosa perché limitare o definire qualsiasi comportamento o qualsiasi tipo di persona è percepita come una forma di intolleranza. Il Relativismo diventa l’unica regola. L’unico dogma è che non ci può essere un dogma. L’unica disciplina è che non ci deve essere disciplina. L’unica autorità ultima è che non ci deve essere autorità. L’unica cosa che ha senso è che nessuna cosa ha senso. Così, in nome della tolleranza, la libertà di parola sarà limitata, la libertà di religione cesserà, la libertà di associazione sarà limitata e la libertà di coscienza sarà violata. Ebbene in questo clima culturale moderno e relativista oggi la Chiesa Cattolica è vista come dogmatica ed intollerante ed il Sistema intero, che fa di tutto per affermare questa cultura, sta attaccando frontalmente la Chiesa stessa proprio su questo punto. Non mi meraviglia che ultimamente, un giorno si ed uno si, basti guardare alla tv telegiornali, dossier, programmi d’intrattenimento, si parli solo dei delitti che la Compagnia universale e terrena di Gesù starebbe perpetrando ai danni dell’umanità: preti gay, pedofili, suore prostitute, sette clandestine, orge sataniche, privilegi clandestini in Vaticano e non, ecc. ecc. Ci si dimentica che se un uomo oggi è ancora capace di perdono ed ambire a ciò che è bello e perenne è grazie a Lei ed ai suoi 2000 anni di storia. Grazie al fatto che Lei, col suo dito fatale, indica continuamente il percorso, magari col dito un poco rugoso e storto, ma che ha la forza di indicare sempre e comunque la giusta direzione. Non scambierei mai con nessuno il patrimonio ed il retaggio della civiltà occidentale con quelli di nessun’altra civiltà. Lei per 2000 anni è andata avanti con il suo passo lento e solenne, con il suo suono cupo e portentoso: boom…boom…un suono che all’umanità debole e malata di oggi fa paura. Eppure è quel suono e quel passo che ha dato il giusto ritmo, è quel passo che ha solcato la storia ed in quel solco s’è incanalata l’umanità intera riuscendone fino ad oggi redenta. Oggi quel suono fa paura. Qualsiasi suono, qualsiasi segno che porti il carisma d’universale ed eterno, fa paura. Eppure è l’ancora di salvezza. Oggi anche la Juventus FC, nel suo piccolo, ha il suo passo lento e solenne, il suo suono, il suo rimbombo, nella storia sportiva del nostro paese e non solo. E quel suono fa paura, ché è un suono rimbombante e ridondante di vittorie e di senso: il senso di qualcosa che non muore mai e porta avanti un ideale universale di bellezza e di segno. In questo clima, per chi non è figlio di Madama, la Juve è vista come nemico d’annientare a tutti i costi. Ecco che ad ogni giornata di serie A italica, vedi avversari con bava alla bocca. ecco che ad ogni comunque inesorabile vittoria bianconera, vedi la critica anzichè osannare l’imperturbabibilità miracolosa dell’invincibile armata juventina, trovare ogni sorta di stratagemma od espediente per calunniarne allenatori, dirigenti o giocatori. Oggi è il turno nientepopòdimenoche di Cristiano Ronaldo, ossia del giocatore probailmente più forte di tutti i tempi, se non altro perchè Platini, Pelè e Crujiff non avevano la sua prepotenza fisica e l’esuberanza atletica necessarie per non soccombere nei marosi d’un futbol divenuto maledettamente dinamico e vorace. Anche Sarri, come Max Allegri, sa d’aver in mano molto più che un grande fuoriclasse e le relative pensate sulla gestione del quale son alquanto ponderate. Maurizio Sarri sa che CR7 è in condizioni border-line e ne vorrebbe centellinare l’impiego ma non può. Deve fare i conti con una macchina da guerra, il supereroe in carne ed ossa dei nostri giorni. Sicchè lo butta in mischia anche stavolta nel suo conclamato 4-3-1-2. Indi schiera: Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi; Higuain, Ronaldo. Pioli risponde quasi a specchio col 4-3-3, ovvero con: Donnarumma; Conti, Duarte, Romagnoli, Theo Hernandez; Paquetà, Bennacer, Krunic; Suso, Piatek, Calhanoglu. Arbitra Fabio Maresca di Napoli, il quale porta in campo pallone e giocatori, che osserva spalmarsi e schierarsi opportunamente in campo, mette in bocca il fischietto e zuffola improvviso e forte: si parte! 1′ chiusura di Romagnoli, Bernardeschi guadagna subito un corner. 3′ Bentancur rimedia all’errore ché aveva perso una palla sanguinosa davanti all’area. Bravo poi a rimediare su Krunic. 4′ uscita di Szczesny coi piedi fuori dall’area, per anticipare Piatek. 7′ lotta su tutti i palloni il Pipita. 8′ Higuain butta un assist al centro dell’area. Arriva in ritardo Ronaldo. 13′ uscita di De Ligt elegante che trova Bernardeschi in profondità. 14′ servito in area da Ronaldo, il Pipita cerca il tiro da posizione impossibile. Sul suo palo Donnarumma respinge in corner coi piedi. 17′ Piatek salta solo sul cross di Suso tra Bonucci e De Ligt. Impatto infelice e pallone lontano dalla porta. 19′ Bonucci non si capisce con Higuain e regala il pallone a Donnarumma. 22′ triangolazione tra Ronaldo e Higuain ma il tocco del Pipita non raggiunge il portoghese in area per saggia chiusura di Conti. 25′ Szczesny vola a togliere il pallone dall’incrocio sul colpo di testa di Paquetà. Corale l’azione dei rossoneri che stanno crescendo. 26′ conclusione da dimenticare per Pjanic che scoordinato spara addirittura in fallo laterale. Era stato bravo Higuain a rubare il pallone in zona offensiva. 28′ chiusura di Romagnoli abile ad anticipare Alex Sandro in estirada. 29′ cross di Bentancur. Mette fuori Romagnoli sparecchiando l’area. 30′ Bernardeschi si mette in proprio, ne supera di slancio quattro e lascia partire un missile dal limite che non termina lontano dall’incrocio. 31′ Pjanic mura Calhanoglu: intervento provvidenziale del bosniaco a sporcare la conclusione del milanista. 33′ spallata di Bennacer su Bentancur. Colpito al volto l’uruguagio è costretto a chiederee l’intervento dei sanitari. Maresca aveva lasciato correre. 39′ colpo di testa svettante di De Ligt che allontana la punizione di Suso. 41′ ammonito Krunic per un brutto fallo in ritardo e da tergo su Bernardeschi. 44′ uscita di Szczesny protetto da De Ligt, il portiere anticipa Piatek. 45′ botta da fuori di Theo Hernandez che impegna ancora severamente Szczesny. 45′ ammonito Bennacer per trattenuta netta e prolungata su Higuain. 45+1′ destro secco di Piatek sul primo palo. Presente Szczesny con la respinta. Aveva perso il pallone Matuidi. Poi Maresca manda tutti agli spogliatoi. Pioli gongola e ci crede. Sarri si comincia a domandare come far uscire CR7 senza creare scandali di sorta. In testa e nel cuore ha il gran finale. Si riparte. 47′ gran pallone di Cuadradone a premiare il taglio del Pipita che però non può arrivare. 50′ sbracciata di Matuidi su Bennacer: punizione per il Milan secondo Maresca. 51′ Ronaldo regala il pallone al Milan. Non è il primo della sua gara. 52′ Bernardeschi conclude da fuori abbondantemente a lato. 53′ tiro di Matuidi con destro a giro. Pallone fuori di poco. 55′ Ronaldo, sostituito da Dybala, va direttamente negli spogliatoi senza passare dal via. 56′ Higuain va in spaccata volante in area, pallone sul fondo. 58′ Piatek alla conclusione in diagonale respinta da Szczesny. 65′ Matuidi, in combinazione in area con Douglas Costa, non trova la porta da buona posizione. 68′ Dybala al piazzato dal limite, semplice per Donnarumma. 69′ problema al costato per Matuidi che è costretto a lasciare il campo, dentro al suo posto Rabiot. 75′ punizione di Calhanoglu. Szczesny devia lateralmente in sicurezza. 76′ errore di Rabiot con brutta palla persa improvvidamente ed a rischio per l’intera squadra. 77′ azione prolungata ed ariosa a tutto campo dei bianconeri. Combinazione tra la Joya ed Higuain al limite dell’area avversa, Dybala va in dribbling e conclude con destro incrociato a battere Donnarumma. Juve in vantaggio! 81′ serpentina di Douglas Costa: saltati tre di slancio, poi sbaglia Dybala che non vede Cuadrado in area. 83′ conclusione da fuori di Suso murata da De Ligt. 84′ sparo improvviso dal limite di Calhanoglu, respinto ancora da Szczesny. 86′ grande intervento di De Ligt in anticipo su Leao. 87′ intervento di Rabiot in chiusura decisiva in area bianconera. 90′ per Higuain rigore in movimento sparato alto dopo la grande azione di Bentancur. 90+4′ Donnarumma compie il miracolo con parata ad una mano su Dybala lanciatissimo palla al piede e vicino al raddoppio. E qui chiude il sipario su di un incontro che Pioli ha impostato alla Nereo Rocco, della serie : “Vinca il migliore!”…”sperem de no!”, e che Sarri ha fatto suo grazie alla panchina lunga ed al coraggio di togliere un inconsistente Ronaldo. Giustizia divina ha fatto il resto, premiando chi il calcio idealmente lo vuole proporre in ogni luogo ed in ogni caso.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESY 7,5: ho contato sette parate di cui due ottime e provvidenziali.
CUADRADO 7,5: immenso e tenace come l’acciao e come sempre.
BONUCCI 7: altra buona prova a dirigere tutto il reparto e rilanciare.
DE LIGT 7,5: la migliore prestazione da quando è in bianconero. Il gol col Toro gli ha ridato fiducia e l’ha rimesso in carreggiata sulla via della crescita costante ed impennante.
ALEX SANDRO 6: sempre con quell’ansia di non esagerare, di non correre il rischio di fare il passo più lungo del gambone.
BENTANCUR 6: buon incursore e mediano di spinta. Nulla più. Falloso più del solito, Maresca ha misericordia di lui.
PJANIC 5,5: al di sotto del suo standard redditizio.
MATUIDI 5: confusionario più del solito, esce per una botta al costato che lo fermerà per un po’ anche a riflettere.
RABIOT 6,5: da l’idea di essere lì lì per esplodere definitivamente. sempre ottime le incursioni arrembanti in area avversa sulla sinistra, ma i sui cross tesi predicano per ora nel deserto dei tartari.
BERNARDESCHI 4,5: a volte nel vederlo mi domando se si ricordi ancora come è fatto un pallone. Mai col senso della misura su imbucate, cross e conclusioni. In allenamento fatelo giocare a boccette!
DOUGLAS COSTA 7: prima fosse entrato e più largo sarebbe stato il risultato a favore dei suoi. Questa l’evidente impressione.
HIGUAIN 8: evidente la sua crescita in autocoscienza e senso del gruppo. Santifica anche questa prestazione innalzando l’Altro da sé. In questo l’anti-Ronaldo.
RONALDO 5: non è in forma e si vede. Pare giochi lo stesso nonostante un gionocchio malconcio. Dovrebbe lui stesso aver la forza morale per chiedere forfait. Il vero possesso passa per il distacco.
DYBALA 7,5: entra lui e poco dopo Costa. Insieme cambiano la partita. Paulo segna un gran bel gol, fatto di tempismo, prontezza, scatto e precisione oltre che di obbedienza allo schema sarriano e scaltro.
SARRI 7: ha saputo fare i cambi giusti anche se un po’ tardivi. Costa sarebbe dovuto entrare al posto di CR7 fin da inizio ripresa. Fa il suo mestiere sapendo sostituire perfino il più grande di tutti che oggi era parecchio meno grande del solito.
ARBITRO (Fabio Maresca di Napoli) 7: per un attimo, ad inizio partita, ho pensato che tifasse per i colori della sua città ché fischiava sistematicamente contro la Juve. Poi di colpo ha invertito la tendenza, andando spesso ad ammonire i rossoneri. Mi piace perchè con arbitri così, chi propone calcio vero, in questo caso la Juve, vien salvaguardato. E la bellezza del futbol sopravvive!
Voster
Giuseppe Marchetta