JUVENTUS – ATLETICO MADRID 1-0. Dybala impossibile come Stan Mortensen. Di Giuseppe Marchetta

Stadio Comunale di Torino, 16 maggio 1948, si giocò la quarta sfida della storia tra Italia e Inghilterra, fino ad allora tutte epiche battaglie, tutte perse dagli azzurri. La Federcalcio celebrava i cinquant’anni ed era allora bi-campione del Mondo in carica. E i “bianchi” d’Inghilterra onorarono la ricorrenza infliggendo agli azzurri una sconfitta bruciante: 0-4. Mai l’Italia era stata battuta in modo così sonoro e, se vogliamo, umiliante su campo amico. Il c.t. Vittorio Pozzo aveva schierato la squadra (i torinisti Bacigalupo, Ballarin, Grezar, Menti II, Loik, Gabetto e Mazzola; i milanisti Annovazzi e Carapellese; Parola della Juve e Eliani della Fiorentina) secondo il WM, ma gli inglesi già al quarto minuto di gioco trovarono un varco sul fronte sinistro della difesa, dove Matthews e Mortensen presero in mezzo il terzino Eliani, e da lì sfondarono. In occasione di quel gol famoso, Stanley Harding Mortensen, lanciato da Matthews, colpì la palla non lontano dalla linea di fondo in una sorta di calcio d’angolo corto in movimento: da quella posizione la porta era ridotta ad una specie di fessura, eppure la palla, colpita con maestria d’esterno destro, quasi fosse teleguidata, roteando con una parabola magica, s’infilò sotto l’incrocio del primo palo, sorprendendo Bacigalupo che s’aspettava il cross, non certo la saccagnata. Insomma un gol impossibile, da posizione impossibile. Fra l’altro il comunque eterno Valerio Bacigalupo un anno dopo morirà nella tragedia di Superga. Le altre reti dell’Inghilterra le realizzarono Lowton e Finney con una doppietta. Stadio Olimpico di Tokyo, 8 dicembre 1985, si gioca la finale di Coppa Intercontinentale, il campionato mondiale per club di allora, tra la Juventus Campione d’Europa, e l’Argentinos Juniors campione del Sud America. La Juve ad un quarto d’ora dalla fine, nonostante la grandissima prova di Platini e compagni e due reti non convalidate non si sa ancora oggi perchè, sta addirittura sotto di un gol. Ma Madama è dura a morire. Ad otto dal termine si scatenano i campionissimi. Michelino Laudrup parte in allungo, scambia a tutto campo con Michel Platini che gli restituisce palla di prima in area sul limite del fuorigioco. Laudrup in poco spazio dribbla il portiere e, da posizione pressoché impossibile, ossia dalla linea di fondo, riesce in scivolata e di piatto a depositare nella porta sguarnita. La partita si deciderà ai rigori, laureando la Juventus Campione del Mondo per la prima volta nella sua impressionante storia. Stadio Comunale di Torino, 19 marzo 1986, ore 20:30. La Juve Campione d’Europa e del Mondo in carica, si gioca l’accesso alle semifinali di Coppa dei Campioni, dovendo rimontare il gol del Barcellona dell’andata. La Juve è fortissima e favorita. All’andata ha giocato bene, tenendo spesso in mano il pallino del gioco, nonostante la pesante assenza del centravanti Aldo Serena. Qui nel ritorno manca pure il suo sostituto, ossia il buon Massimo Briaschi. Quindi dentro il giovane Marco Pacione. Ebbene la Juve gioca una grande partita d’adrenalina pura. Sugli scudi Mauro, Laudruop e Platini. Pacione nei primi minuti si divora ben 2 gol a porta vuota. Madama si crea un altro paio d’ottime opportunita ma niente da fare. Sul primo vero capovolgimernto di fronte, al 30′, c’è un lungo spiovente da trequarti sinistra che sembra terminare direttamente sul fondo. Lo scozzese Steve Archibald ci crede lo stesso, scatta e sulla linea di fondo colpisce la sfera d’orecchio. la palla s’impenna, ha una strana traiettoria roteante che s’alza e s’abbassa improvvisa, colpisce il guantone sinistro di Stefano Tacconi, appostato sul primo palo, e di qui in rete: clamoroso, Barca in vantaggio! la reazione juventina è veemente, ma solo allo scadere del tempo la Juve pareggia con un gran gol di Platini su lancio di Laudrup. Un paio d’occasioni bianconere anche nel secondo tempo ma nulla da fare. Quel Barca andrà in finale dove perderà la sua prima possibile Coppa Campioni contro lo Steaua Bucarest. Lo stesso Steve Archibald a distanza di tempo ha affermato che all’epoca i favoriti erano i bianconeri, per lui “uno squadrone” dacché “erano campioni d’Europa, gli stranieri erano Platini e Laudrup, c’erano Cabrini e Scirea che erano campioni del Mondo e tanti altri nazionali. All’andata scendemmo in campo con tanto rispetto che rasentava la paura. Difendemmo bene e vincemmo 1¬-0 con gol di Julio Alberto. Al ritorno, in una notte freddissima e con lo stadio strapieno finì 1¬-1, con un gol mio che risultò decisivo. Ricordo due cose. Al nostro arrivo l’aeroporto era pieno di tifosi del Toro che ci incoraggiavano. A fine gara vicino agli spogliatoi si apre una porta ed appare un signore alto, elegantissimo. Indossava un gran cappotto, magnifico. Era accompagnato da 5¬-6 che gli facevano strada e pensai fosse giunta la mia ora. Ho segnato e adesso mi fanno fuori. Il signore mi dà la mano e mi dice: “Good goal”. Poi se ne va. Era Gianni Agnelli, elegante anche nella mentalità”. Alianz Stadium di Torino, 26 novembre 2019. E’ tempo di Paulo Dybala, in arte “Joya”. Ed è un inno alla Joya, direbbe L.V. Beethoven da Bonn, anzi, da bon, ossia, davvero! è lui ad aver segnato un gol impossibile, da posizione impossibile in un match quasi impossibile da vincere per come i Colchoneros del Cholo riescono in genere, ed anche stavolta, a ridurre l’avversario al non gioco, ad annichilirlo fisicamente e sul piano del carattere. Un gol che ci ricorda che nel gioco del calcio niente è impossibile. Ma ci vuol gente come Dybala, ossia campioni assoluti. Maurizio Sarri, professore aretino di Napoli, lo sa che è tempo della Joya e piuttosto mette in panca il Pipita, anche perchè se mettesse CR7, salterebbero panchina e banco all’unisono. Sicchè schiera Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, De Sciglio; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Ramsey; Dybala, Ronaldo. El Cholo Simeone replica col tetraedrico 4-4-2, ovvero: Oblak; Trippier, Felipe, Hermoso, Lodi; Koke, Herrera, Thomas, Saul; Morata, Vitolo. Arbitra l’inglese Anthony Taylor lo qual, la in mezzo alla prateria dell’Allianz, sibila: si parte! 2′ Triangolazione Ronaldo-Bentancur. Non si chiude il dai e vai. 4′ Cross di Renan Lodi. Il pallone attraversa tutta l’area prima di essere raccolto da Szczesny. 5′ Hermoso butta giù Ramsey con intervento in ritardo da dietro, Taylor non estrae il cartellino. 6′ Percussione e sparo al limite di Thomas, mura De Ligt. 8′ Nessuno riesce a raccogliere il suggerimento basso di Dybala. 9′ Grande scambio con Ramsey e mancino piazzato della Joya. Blocca Oblak a terra. 12′ Matuidi perde palla sul passaggio complicato di De Sciglio. Vitolo riceve in area e cerca il tiro. Devia ancora De Ligt. 13′ Tiro di Thomas sul fondo. Aveva provato dopo una respinta corta da corner. 14′ Chiusura di De Sciglio anche se rischiosa. 15′ Ronaldo distrugge la bandierina nel tentativo di recuperare un pallone. Botta al piede, ma non c’è bisogno dei sanitari. 18′ Tiro di Lodi che termina lontana dalla porta di Szczesny. 18′ Dybala trattenuto da Lodi: ancora una volta Taylor non estrae il giallo. 19′ Cross di Ronaldo ma Dybala viene anticipato dalla difesa rojiblanca. 20′ Colpo di testa di Saul che salta tutto solo sul cross di Lodi ma non trova la porta. 21′ Aggancio strepitoso a seguire di Dybala che non riesce a servire poi Ronaldo. 24′ Conclusione violenta da fuori del quasi biblico Saul, anche deviata. Bravo Szczesny a bloccare in due tempi. 26′ Ramsey prova lo scavetto in mezzo all’area. Poi svanisce l’azione bianconera. 30′ Bella percussione sulla sinistra di De Sciglio che però non riesce a trovare il suggerimento pulito. 32′ Stop volante, dribbling di tacco e tunnel incorporati.della Joya strepitosa che costringe Hermoso al giallo. 33′ Schema su punizione. Ronaldo apparecchia la conclusione per Pjanic che però è strozzata. C’è chi avrebbe strozzato lui. 35′ Ammonito Bentancur. Severo Taylor, proteste dell’uruguagio. Era lieve il fallo su Vitolo. 36′ Ginocchiata di Saul a Pjanic per intervento scomposto nell’elevazione sulla schiena del bosniaco. 37′ Herrera trattiene Matuidi che riesce ugualmente ad andare al cross. Manca il cartellino. 39′ Ammonito Lodi per pestone in ritardo sulla caviglia di Ronaldo. 41′ Colpo di testa provvidenziale in anticipo di Danilo ad evitare l’impatto di Morata. 45+1′ Gomitata di Hermoso su Bentancur. Taylor ancora una volta non estrae il secondo cartellino giallo. 45+2′ La Joya batte una punizione sulla destra ad un metro dalla linea di fondo. Parlotta con il vicino Pjanic, da subito guarda verso la porta. Ci si domanda se non sia una finta per servire con la coda dell’occhio un Bentancur tutto solo al limite dell’area, oppure se non stia per partire un nuovo schema. Ed invece ei calcia improvviso, forte ed a giro con l’interno sinistro scavalcando il portiere, rinsaccato in porta, e mettendola nel sette sul palo lungo. Juve in vantaggio, nonostante il Cholo ed i granitici Colchoneros! e poi si va al riposo. Al Cholo girano. Maurizio nostro ride sotto i baffi che non ha. avanti così. Si riparte. 47′ Punizione di Pjanic. Si cerca lo schema per la sponda di Bonucci che però commette fallo in attacco. 50′ Conclusione schiacciata di Saul sugli sviluppi di corner. Blocca Szczesny. 52′ Ammonito Saul per trattenuta da dietro su Bonucci. 58′ Ammonito Herrera che prima atterra e poi spintona Ronaldo provocatoriamente. 59′ De Ligt mura Joao Felix con ennesimo ottimo intervento. 60′ Contropiede di CR7 che arriva al limite, cerca di alzare la testa ma non vede l’accorrente Dybala tutto solo a destra, quindi sterza su Thomas e va al mancino. Alto di molto. 65′ Uscita Szczesny che anticipa il potenziale intervento di Morata. 67′ Giocata strepitosa di Bentancur a liberare Bernardeschi. Mancino affilato sul primo palo del 33 che trova la faccia esterna del montante con Oblak statuario. 68′ Pestone evidente di Felipe su Ronaldo, lascia correre Taylor. il portoghese rimane dolorante a terra. Successivo check del Var, addirittura per eventuale cartellino rosso. Nada. 70′ L’Atletico non restituisce il pallone alla Juve. Bonucci aveva messo fuori volontariamente per permettere a Ronaldo di recuperare. Simeone ordina ai suoi di continuare. Fischi dello Stadium e Sarri chiede spiegazioni al collega che non gliene può fregar di meno. 80′ Cross Trippier. Blocca in sicurezza Szczesny. 83′ chiusura provvidenziale in spaccata di De Ligt in recupero su Correra che era solo davanti a Szczensy. Gigantesco! 88′ Esterno da fuori del semi-biblico Saul che termina lontano dallo specchio. 90+2′ Liberato a tu per tu con Oblak Khedira centra in pieno il portiere. Ma era in posizione irregolare il tedesco. 90+4′ Morata non riesce a trovare la deviazione vincente in estirada a vuoto, a un metro dalla porta sguarnita. 90+4′ Triplice fischio di Taylor. Cala il sipario su di un match dalle caratteristiche preventivabili alla vigilia. Juve a far la partita con tecnica e palleggio, Atletico a contenere, menare i garretti, innervosire l’avversario e tentare qualche fugace contropiede. Anche stavolta ha vinto il gioco del calcio, grazie soprattutto alla Joya ed al suo gol impossibile ma vero. Un gol alla Mortensen, come si diceva una volta.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESNY 6,5: normale amministrazione.
DANILO 5: partita di sacrificio tattico difensivo ma rimane avulso dagli schemi offensivi.
BONUCCI 6,5: bravo anche in chiusura.
DE LIGT 8: partitona del campioncino olandese. E se son rose…
DE SCIGLIO 6,5: meglio del solito sul palcoscenico europeo, ove, di solito, a lui tremano le gambe.
BENTANCUR 7,5: buona partita da centrocampista totale, bravo a recuperare, rilanciare, incunearsi in avanti e pure ad imbucare per l’attacco. Speriamo si mantenga sui livelli.
KHEDIRA SV: gioca troppo poco per dira la sua.
PJANIC 5,5: soffre il centrocampo dei Cochoneros, pronti ad aggredire e menare forte.
MATUIDI 6: si batte come un leone ma si sgancia poco in avanti.
RAMSEY 6: o lui predica nel deserto o gli altri poco lo cercano. Si vede ci mette del suo per giocare di sponda ed usare tecnica sopraffina.
BERNARDESCHI 5: lontano parente del Berna visto 8 mesi fa contro gli stessi Colchoneros. Entra e crea maggior confusione ai suoi.
RONALDO 4,5: confesso di non averlo mai visto giocare così male. Ma male deve stare, fisicamente e mentalmente.
DYBALA 9: gioca una imensa partita fatta di cose belle e gioiose: giocate spettacolari, tunnel, dribbling, finte, controfinte, serpentine, cambi dii passo, cambi di gioco, assist ed un gol alla Mortensen da posizione impossibile. M’ha ricordato pure Michelino Laudrup, quello di Tokyo.
HIGUAIN 6,5: si vede che è in forma. Entra e crea scompiglio nella retroguardia madrilena.
SARRI 6: ancora in calando il sarrismo. Molto allegrismo per giunta nel gestire le energie. Ma ciò è cosa buona e giusta. Amen.
PAGELLE ATLETICO MADRID:
Oblak 7, Trippier 7,5, Felipe 6, Hermoso 6, Lodi 6,5 (64′ Lemar 5), Koke 6, Herrera 5 (60′ Correa 5), Thomas 5, Saul 6, Morata 5, Vitolo 5 (53′ Joao Felix 7). All. Simeone 5.
ARBITRO (Sig. Anthony Taylor, England) 4: arbitra come arbitravano gli inglesi una volta, ossia sorvolando su pressoché tutti i falli. Ma così progredendo, il gioco del calcio s’annichilisce e scompare per sempre, come il suo ricordo.
Voster
Giuseppe Marchetta