Juve – Milan da Herbert Kilpin a Moise Kean. Di Giuseppe Marchetta

In quella domenica dopo pranzo dell’ormai lontano 28 aprile 1901, si giocava a Torino in Piazza d’Armi uno storico Juventus – Milan valevole quale semifinale unica del 4° Campionato Italiano assoluto di Calcio, e c’era il sole. Storico perchè per la prima volta s’affrontavano queste due squadrette che qualche decennio dopo sarebbero diventate ripetutamente campioni del Mondo. Il Milan era nato solo 2 anni prima e la Juve 4. Finì 3-2 per i rossoneri, con doppietta di Ettore Negretti e gol decisivo di un certo Herbert Kilpin, principale fondatore del Milan stesso, nonché primo storico allenatore. Nei bianconeri andarono a segno l’avvocato Domenico Donna e l’ingegner Umberto Malvano, entrambi tra i co-fondatori di Madama. La domenica successiva il Milan si sarebbe laureato Campione d’Italia per la prima volta, sconfiggendo il mitico Genoa per 3-0 (tripletta dello medesimo Kilpin), cosa che peraltro probabilmente impedì ai leggendari rossoblu di aggiudicarsi un filotto di ben 7 scudetti consecutivi. Frattanto d’acqua n’è passata sotto i ponti del grande fiume Po ed insieme i due club hanno poi vinto altri 112 trofei importanti (il Milan 47, la Juve 65), hanno accolto in seno campioni illustrissimi, di cui 12 premiati (6 per parte) col Pallone d’Oro per 16 volte (8 per parte). Le due squadre, in 118 anni di storia, hanno sempre vissuto la sfida con grande rivalità che va ben oltre il gioco del calcio, con ideali di supremazia assoluta scocio-politica, giacché Milano e Torino nell’Italia industriale sono da sempre le due capitali morali assolute. Basti pensare al regno agnelliano che dura tuttora ma che nacque ben 95 anni orsono, che ebbe il suo massimo splendore durante la Prima Repubblica, con rigurgito odierno d’estrema rilevanza, intervallato dal regno berlusconiano, emblema della nascita della Seconda Repubblica italiana. La disputa era sì accesa che quando il MIlan era fortissimo, cioè all’epoca di Baresi, Gullit e Van Basten, era spesso la Juve ad aggiudicarsi gli scontri diretti. Oggi che dominano i bianconeri, è sempre la Juve a primeggiare in tali incontri ed al Milan rimane un livore indescrivibile, la consolazione delle impolverate coppe chiuse in bacheca e l’alibi degli errori arbitrali pro-Madama. Max Allegri tutto questo lo ha incastonato, dietro la fronte ampia e bizzarramente corrugata, anche perchè lui ha vissuto pure l’ambiente di Milanello. Sa che lo scudetto, anche se alla matematica certezza mancano solo 6 punti da aggiudicarsi in ben 8 partite ancora a disposizione, passa inevitabilmente attraverso la grende prestazione contro gli storici rivali rossoneri, non fosse altro che per ribadire che i Campioni dell’Italia stanno a Torino: E’ una questione d’onore, ma pure di tensione emotiva, da tenere assolutamente in alto in vista degli imminenti impegni ravvicinati di Champions League contro i lancieri dell’Ajax, altro storico rivale a livello continentale. Così il Max carica i suoi, tiene in panca alcuni senatori, tra cui il Chiello, Matuidi, Pjanic ed il recuperato Khedira, a scopo precauzionale, e manda in campo un robusto 4-4-2 con: Szczesny; De Sciglio, Bonucci, Rugani, Alex Sandro; Bernardeschi, Emre Can, Bentancur, Spinazzola; Dybala, Mandzukic. Il ringhio di Gattuso si sente anche leggendo modulo (4-3-3) e formazione: Reina; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessié, Bakayoko, Calhanoglu; Suso, Piatek, Borini. Azzarda l’arbitraggio ad alto livello un geometra trentacinquenne di nome Michael Fabbri della Sezione di Ravenna, il quale all’improvviso zuffola, si parte! 1′ cross di Spinazzola dalla mancina: smanaccia in affanno Reina. 2′ occasione per Piatek che sbuca alle spalle di Rugani sul cross di Suso. Da due passi non centra però la porta di Szczesny. 4′ cross di Bernardeschi: il pallone taglia tutta l’area, in ritardo De Sciglio sul secondo palo. 6′ dopo una bella combinazione con Kessie, Calhanoglu crossa: chiusura di Rugani in corner. 7′ tiro di Suso senza pretese dai 35 metri, pallone sul fondo. 8′ Spinazzola punta Musacchio ma incespica sul pallone e si trascina la sfera sul fondo. 9′ Emre Can rimane dolorante a terra dopo uno scontro con Kessie, si scalda Pjanic. Problema alla caviglia destra. 11′ Bentancur atterrato da Calhanoglu ma Fabbri applica il vantaggio. 12′ Cross De Sciglio in estirada sul suggerimento di Emre Can, blocca Reina. 13′ scambio Spinazzola-Bernardeschi: l’ex Atalanta si invola a sinistra ma viene ben fermato da Calabria. 14′ Bonucci interviene duro su Piatek da dietro, niente giallo. 14′ Bernardeschi cerca Dybala che viene però pescato oltre la linea. Potenzialmente ottima occasione per i bianconeri. 16′ fallo al limite di Romagnoli su Mandzukic. L’arbitro accorda prima il fallo per la Juve, salvo poi ravvedere una posizione irregolare assolutamente inesistente del croato: l’ultimo tocco era stato di un giocatore del Milan. 19′ Bernardeschi sgambetta Suso da dietro: punizione per il Milan. 20′ Bentancur atterra Borini con pestone evidente ma Fabbri non estrae il giallo. 24′ Emre Can dà forfait dopo un altro contrasto con Kessie: il tedesco è costretto a chiedere il cambio. Dentro Khedira. 25′ deviazione ravvicinata di Bakayoko, Bonucci libera nei pressi della linea di porta. 26′ tiro di Calhanoglu da fuori, il pallone sfila sul fondo, controllato da Szczesny. 30′ Kessie riceve tutto libero in area ma calcia malamente sul fondo. 31′ Bernardeschi fermato in area da Rodriguez con ottima chiusura. 33′ lancio di Rodriguez per Piatek, bravo Rugani in anticipo ed a prolungare il pallone, mettendo fuori gioco il polacco. 35′ Alex Sandro in area impatta col braccio il cross di Calhanoglu. Movimento congruo però del braccio. Fabbri giustamente non assegna il penalty. 39′ errore di Bonucci in disimpegno, Bakayoko anticipa Bentancur e serve Piatek che freddissimo fulmina Szczesny con un rasoterra di piatto destro: 0-1 e palla al centro! 40′ ammonito Bernardeschi per sgambetto da dietro su Borini. 45+1′ Bakayoko atterra Dybala con intervento irruento che meriterebbe il giallo. 45+2′ gran rovesciata di Mandzukic dopo il colpo di testa di Khedira, alza Reina in corner con grande riflesso e colpo di reni, anzi, di Reina. 45+3′ tiro di Dybala al volo: il pallone termina sul fondo. 45+4′ Musacchio spintona Mandzukic sulla linea di fondo, Fabbri lascia correre. Poi i due finiscono muso a muso. Poi Fabbri manda tutti negli spogliatoi per il Lipton. A Gattuso va benone e continua a ringhiare. Ad Allegri girano ma mantiene la calma, anzi la halma, e rimane fiducioso: il Milan ha fatto un bel fuorigiri e lui confida in un po’ d’assi nella manica. Poi si ricomincia. 46′ Musacchio atterra Mandzukic al limite: non vede il fallo Fabbri. 50′ Cross di Alex Sandro: insicuro Reina che blocca in due tempi. 51′ Piatek manda un bel piazzato dal limite, precisissimo, Szczesny si distende sulla sua sinistra e devia in corner. 55′ Suso spintona Alex Sandro: fallo evidente ai 35 metri, non vede Fabbri. 56′ conclusione violenta incrociata di Borini con deviazione, sul fondo. 58′ Colpo di testa Bakayoko: Szczesny si distende e blocca. 59′ Musacchio entra in scivolata sulla gamba di Dybala. Rigore solare, ammonito il rossonero. 60′ la Joya realizza dal dischetto battendo freddo centralmente ma con abile finta. 64′ Borini salta De Sciglio e va al tiro da dentro l’area, sulla mancina: sfera sull’esterno della rete. 64′ Pjanic sfiora Bakayoko: Fabbri s’inventa una punizione dal limite pro Milan. 65′ alla battuta Calhanoglu: il pallone sfiora l’esterno della rete. 67′ sponda di Mandzukic per Bentancur il cui tiro ravvicinato sbatte sul corpo di Musacchio. 70 Rugani si fa saltare di netto da Piatek, poi il polacco s’allunga troppo il pallone. 71′ Bernardeschi imbuca per Mandzukic: Musacchio ne intercetta il cross in area d’un soffio. Kean era solissimo davanti alla porta, appena oltre. 71′ occasione colossale per Kean: batti e ribatti in area sugli sviluppi di corner. Il millennial biaconero spara altissimo da due passi. 74′ Musacchio graziato da Fabbri: il centrale rossonero strattona Mandzukic in ripartenza. Manca il secondo giallo. 75′ sugli sviluppi di corner Kean sfrutta l’uscita a vuoto di Reina, stacca di testa ed insacca porta vuota ma viene fischiato un fallo in attacco a Bonucci. 76′ Ammonito Calhanoglu per intervento i ritardo su Bernardeschi. 79′ Alex Sandro va in anticipo con torsione e colpo di testa in tuffo sul cross di Pjanic, pallone fuori di poco. 81′ Bernardeschi s’accentra e spara dal limite, pallone alto. 82′ lieve contatto tra Mandzukic e Castillejo in area Juve: non ci sono gli estremi per il penalty. 82′ Kean murato da Musacchio: altra grande occasione per i bianconeri. 84′ Punizione di Calhanoglu: il pallone termina largo. 84′ Pjanic ruba palla e se ne va centralmente ed in progressione sulla trequarti, quindi trova benissimo Kean a destra sul filo del fuorigioco. Il millennial incrocia perfettamente e fulmina Reina: 2-1 e tanti saluti! 87′ nervi tesi tra Piatek e Mandzukic: il croato fa un piccolo sgambetto a Romagnoli e il polacco se la prende col bianconero. 90′ tiro di Calhanoglu murato dalla barriera umana bianconera, sulla ribattuta ancora il turco: bravo Szczesny a bloccare. 90+4′ spintoni tra Romagnoli e Mandzukic: ancora scintille e rissa sfiorata. Poi cala il sipario su di una partita scorbutica, vinta da chi alla fine aveva pianificato bene risorse ed energie per vincere, con un obbiettivo ben preciso nella mente e nel cuore: l’ottava meraviglia che ora dista solo 3 punti, a meno che il Napoli cada ancora. Quindi tutti ad Amsterdam, verso un nuovo trionfo, più bello, più grande, più atteso.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESNY 7: un paio di belle parate e grande sicurezza nelle uscite.
DE SCIGLIO 6,5: gioca da ex una disciplinata partita senza mai strafare e tenendo bene la posizione.
BONUCCI 5,5: colpa sua se la Juve prende il gol, poi si rifà un poco con grandissimo impegno e discreta regia difensiva. Si sgancia in avanti alla Scirea in un paio di circostanze.
RUGANI 5,5: ogni tanto gli va via Piatek.
ALEX SANDRO 5,5: a momenti rischia di regalare un rigore agli avversari essendo assai lento nei recuperi difensivi.
BERNARDESCHI 6: gioca con grande corsa ed intelligenza, ma sbaglia ancora sempre le conclusioni in porta. Può ancora imparare a tener bassa la traiettoria.
EMRE CAN 6,5: fin che rimane in campo, lotta come un leone, poi si fa male e deve uscire per distorsione alla caviglia.
KHEDIRA 6: entra giocoforza per l’infortunio del connazionale Emre Can, gioca alla sua maniera da geometrico cucitore di gioco, ma ancora non ha nelle gambe l’inserimento in area avversa ed il conseguente recupero nelle retrovie. Occorre urgente minutaggio.
BENTANCUR 6: corre e lotta ma è più falloso del solito e poco geometrico nell’impostazione. Fa rimpiangere l’assenza di Pjanic nella zona nevralgica, ossia nel canile di centrocampo.
SPINAZZOLA 7: ogni giocata una poesia da tramandare ai posteri. Peccato venga servito poco e male.
PJANIC 7: entra e la Juve torna a giocare. Bellissima, benchè unica, l’incursione centrale palla al piede da trequartista con imbucata in area per la battuta vincente di Kean.
DYBALA 6,5: gioca sotto-ritmo, quasi controvoglia. Quando capisce che la sostituzione è ormai imminente, s’accende d’improvviso orgoglio, scatta in area, si procura il rigore che lui stesso trasforma con la solita freddezza. Nulla più. Cinque minuti dopo avviene il cambio che, ovviamente, non gradisce.
KEAN 8: entra e 18 minuti dopo segna il gol della vittoria. Nel mezzo pure un altro gol, di testa, direttamente da angolo, annullato senza evidente ragione. Adesso sono 8 gol ufficiali da inizio stagione, in 533 minuti giocati, ovvero 1 gol ogni 67 minuti. Pazzesco!
MANDZUKIC 6,5: s’intravede nella prima parte del match. Nel finale, quando un po’ tutti vanno in apnea, emerge la sua caparbietà nel corpo a corpo. Scene epiche di difesa estrema del pallone, che vorrei rivedere nel finale di una finale di Champions. Sognare ad occhi aperti è umano.
ALLEGRI 7: applica un buon turn-over senza esagerare. Certo con Kean esagera mai. Che lo risparmi in vista di Amsterdam?
PAGELLE MILAN: Reina 7, Calabria 6, Musacchio 5, Romagnoli 5,5, Rodriguez 6, Kessié 6, Bakayoko 6, Calhanoglu 5,5, Suso 5, (77′ Castillejo 6), Piatek 6,5, Borini 7. All. Gattuso 7.
ARBITRO (sig. Michael Fabbri di Ravenna) 5: giovane in ascesa ma non ancora all’altezza di diriger simil incontro. Ha poco polso e spesso i giocatori in campo s’innervosiscono fino a sfiorare la rissa in un paio di circostanze. Sul rigore negato al Milan, per presunto fallo di mano di Alex Sandro, valuta l’involontarietà dell’intervento. In effetti sembra che il brasiliano, nei pochi decimi di secondo a disposizione, cerchi di ritrarre il braccio. Nel gol annullato a Kean, vede uno dei tanti corpo a corpo sui blocchi da angolo e lo considera falloso. Decisione un po’ dubbia. Avrebbe dovuto ammonire fin dall’inizio, giacchè la partita è sembrata da subito tesa e scorbutica ed i giocatori picchiavano…come Fabbri!
Voster
Giuseppe Marchetta