Ivano Bordon: “In presa alta”

Ivano Bordon è una leggenda del calcio italiano.
Parafrasando Sandro Ciotti: “Di lui piacciono le grandi risorse acrobatiche, la classicità dello stile, la compostezza che ne governa gli atteggiamenti fuori dal campo.”
Rimane negli annali dell’almanacco la cosiddetta “partita della lattina” Borussia Mönchengladbach-Inter.
Correvano gli “anni settanta”, era il 20 ottobre del 1971 (ottavi della Coppa dei Campioni) e al minuto 29 (risultato sul 2-1) Roberto Boninsegna viene colpito da una lattina lanciata dagli spalti. Bonimba, come lo chiamava Gianni Brera, cade sul green stordito ed esce dalla contesa.
La partita non è sospesa e i tedeschi affossano i nerazzurri (7-1). L’avvocato Peppino Prisco, raffinato cuore e mente dei Bauscia, presenta il ricorso e la gara viene ripetuta, poiché ai tempi la vittoria a tavolino non era prevista dai regolamenti, in campo neutro a Berlino.
A San Siro la Beneamata piega la squadra di Netzer e compagni (4-2). Nei 90 minuti di Berlino (1 dicembre del 1971), all’Olympiastadion, gli undici di Giovanni Invernizzi giocano un match gagliardo e difensivo nel quale Ivano Bordon si erge a protagonista incontrastato con parate miracolose.
“Bordon è l’eroe di Berlino”, come disse l’indimenticato Giacinto Facchetti.
In questa fase, il portiere ventenne, soprannominato “pallottola” da Sandro Mazzola, conquista i galloni da titolare, sostituendo di fatto il maestro Lido Vieri.
Riservato e discreto con i giornalisti, è uomo affabile e gentile nella vita privata quotidiana.
Ivano Bordon presenta la sua autobiografia: In presa alta. Le parate di una vita di un portiere gentiluomo d’altri tempi. E’ un’autentica testimonianza, pura narrazione sportiva dell’uomo e dell’atleta.
“In questo libro Ivano Bordon, ex estremo difensore dell’Inter e della Nazionale, racconta la sua lunga carriera in mezzo ai pali e la sua vita fuori dal campo a Jacopo Dalla Palma, giornalista freelance, curatore della collana sportiva Olympia di Caosfera Edizioni […] Aneddoti, curiosità, retroscena e vittorie di un campione mai fuori posto e che, grazie ai valori autentici trasmessi da suoi genitori, ha saputo affermarsi nel dorato mondo del calcio imparando anche dalle sue sconfitte e delusioni.”
Il portiere veneto nasce a Venezia, il 13 aprile del 1951. Cresce calcisticamente nella Juventina Marghera, notato da Elio Borsetto si trasferisce a Milano all’età di 15 anni.
Vince con la giubba nerazzurra 2 Scudetti e 3 Coppe Nazionali. Nelle giovanili del Biscione trionfa al Torneo di Viareggio del 1971. Rimane imbattuto per 686 minuti nella stagione 1979-1980, l’anno del tredicesimo Tricolore.
Alza al cielo, con l’amico Alessandro Scanziani, la prima storica Coppa Italia della Sampdoria (1984-1985) del compianto Paolo Mantovani. Ivano ed Alessandro si ritrovano lungo il percorso della carriera, ancora una volta, dopo l’esperienza interista, accomunati dai valori autentici e dalla schietta morale.
E’ Campione del Mondo nel 1982, all’ombra di Dino Zoff, mentre nel 2006 vince il suo secondo Mondiale inserito nello staff tecnico del CT Marcello Lippi, in qualità di preparatore dei portieri (ruolo già svolto con il toscano nella vincente esperienza alla Juventus).
Ivano Bordon: “In presa alta”.
Emanuele Perego www.lavocedeltrentino.it www.emanueleperego.it www.perego1963.it