Nel gioco delle parti che si sono scelti Wanda Nara e Icardi, in contrapposizione alla stampa e forse anche a una parte di società che spiffera ad alcuni giornali retroscena sulle trattative per il rinnovo che vengono pubblicati, i tifosi restano perplessi di fronte ad un teatrino che presenta il lato visibile e oscuro della medaglia, per arrivare a una conclusione non così scontata.
Il fatto che Icardi abbia come moglie il suo procuratore è già di per sé una piccola anomalia che però viene amplificata notevolmente dalla debordanza della stessa, oltre che dalla presenza massiccia sui social, senza soluzione di continuità.
La questione più importante è che il contratto, per quanto già trattato in passato e in scadenza tra ben 2 anni, vede il giocatore chiedere un adeguamento.
Considerando che guadagna infinitamente meno rispetto ad altri giocatori di spessore a livello europeo.
La richiesta per inciso è congrua, se pensiamo che è il capitano dell’Inter ed è un giocatore cresciuto esponenzialmente in questi anni, fino ad arrivare stabilmente nella nazionale argentina e a trovare il ruolo che gli spettava in una competizione come la Champions League, in cui ha mostrato il suo valore anche contro avversari come Tottenham e Barcellona.
È migliorato anche nella sua disponibilità al dialogo con il resto della squadra e al sacrificio che tanto gli era stato chiesto in questi anni, perciò formalmente il capitano e sua moglie Wanda hanno ragione ma nella forma hanno drammaticamente torto. In un mondo come quello del calcio, in un contesto tanto legato ad aspetti umorali e morali, questi costanti strappi a colpi di tweet o post su Instagram con toni particolarmente forti e a tratti anche volgari, diventano indigesti e boomerang, in una trattativa che è tutt’altro che sobria.
L’Inter continua a restare defilata e a mantenere il silenzio ma questo non significa che abbia necessariamente il coltello dalla parte del manico.
Portare il contratto da 4,5 milioni a 9, come si suppone sia stato chiesto da Wanda Nara, può mettere in difficoltà la società nerazzurra, la quale sembra puntare ad un aumento dell’ingaggio ma ad una cifra un po’ più bassa.
Le riserve potrebbero essere sciolte nell’arco di una settimana, qualche giorno dopo Inter-Sassuolo, sempre che non avvenga un colpo di scena evocato a più riprese dalla moglie procuratrice, di un club come il Real Madrid che fa un’offerta clamorosa a Marotta.
Se è vero che Icardi amerebbe restare in nerazzurro e rimanere nel ruolo di capitano, lo capiremo presto.
Per il momento ha preso parola attraverso un post risentito nel quale precisa va che da parte sua non c’era alcuna divergenza nelle modalità della trattativa da parte di sua moglie e rimarcando che la Gazzetta dello sport direbbe cose fase.
La traduzione è che Icardi sta dalla parte di Icardi, nulla di più, nulla di meno.
Non è un capitano romantico che antepone la maglia con uno stile alla Facchetti, ma è una versione riveduta e corretta di un ragazzo con una fascia pesante, al centro di mille interessi, tirato per la giacchetta da tifosi, moglie e la società stessa.
Impossibile che possa contemporaneamente essere marito, capitano e innamorato più del club che dei soldi. Troppi conflitti di interesse per poterlo rendere sereno in questo momento, anche se oggi la sensazione è ancora che lui possa più facilmente trovare la via del rinnovo che quella della porta d’uscita.
Lapo de Carlo sportnews.snai.it
