Champions League, Borussia-Inter 2-3

BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH (4-2-3-1): 1 Sommer; 18 Lainer, 24 Jantschke (8 Zakaria 46′), 28 Ginter, 17 Wendt (11 Wolf 78′); 6 Kramer, 32 Neuhaus; 19 Lazaro, 13 Stindl (36 Embolo 70′), 10 Thuram; 14 Pléa.
A disposizione: 21 Sippel, 31 Grün, 3 M. Lang, 7 Herrmann, 15 Beyer, 16 Traoré, 22 Bénes, 40 Poulsen.
Allenatore: Marco Rose.
INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 de Vrij, 95 Bastoni; 36 Darmian (2 Hakimi 60′), 23 Barella, 77 Brozovic, 5 Gagliardini, 15 Young (14 Perisic 87′); 9 Lukaku, 10 Lautaro (7 Alexis 71′).
A disposizione: 35 Stankovic, 97 Radu, 12 Sensi, 13 Ranocchia, 14 Perisic, 24 Eriksen, 33 D’Ambrosio.
Allenatore: Antonio Conte.
Marcatori: 17′ Darmian (I), 46′ pt Pléa (BM), 64′ e 73′ Lukaku (I), 75′ Pléa (BM)
Ammoniti: Stindl (BM), Lautaro (I), de Vrij (I), Barella (I), Lainer (BM), Young (I), Lukaku (I), Gagliardini (I), Bastoni (I)
Note: ammonito Antonio Conte; ammonito Marco Rose.
Recupero: 1′ – 6′.
Arbitro: Danny Makkelie (NED).
Assistenti: Mario Diks (NED), Hessel Steegstra (NED).
Quarto uomo: Ivan Kružliak (SVK).
VAR: Kevin Blom (NED).
Assistente VAR: Jochem Kamphuis (NED).
Incontenibile. È così, Borussia-Inter, una partita difficile da racchiudere in schemi o cornici. A tratti dominata, poi equilibrata, di nuovo tenuta in pugno e poi scivolosa, beffarda. Per domare partite così servono tante qualità: la classe, il sangue freddo, il sudore, la grinta, la passione. Senza dolore non c’è amore, ha detto capitan Handanovic al termine del match. Mettiamola così: Inter da amare, fino al 96′, perché il successo in Germania – e la vittoria dello Shakhtar sul Real – tengono aperte le porte degli ottavi di Champions League. Ci saranno da fare conti, oltre che a battere gli ucraini. Ma non è questo il momento.
3-5-2 contro 4-2-3-1. Due moduli differenti, due filosofie diverse. Il gioco dei tedeschi fatto di imprevedibilità e velocità dalla trequarti in su è stato mandato in bianco per i primi 35 minuti, nei quali la solidità della squadra di Conte ha fatto da pilastro a una serie di giocate nerazzurre di grande qualità. Palleggio basso ad attirare gli avversari, passaggi precisi e uscite orchestrate per scaricare sulla punta e mandare in profondità l’altra. Lautaro ha aggredito con ferocia gli spazi, come accaduto contro il Sassuolo. Poco importa che non abbia trovato il gol, il Toro. E’ stata la prima scheggia che ha scalfito le sicurezze tedesche, abile a incunearsi nella difesa, a cercare le conclusioni (ben 6), con un palo che per la seconda volta in due incontri ha salvato Sommer.
Il lavoro dei centrocampisti è stato fondamentale, profondissimo e massacrante per tutta la partita. Brozovic, al rientro, ha suggellato una prova maiuscola con un recupero fantastico, in difesa in scivolata, nel finale di gara. Ha imbastito trame con precisione (70 passaggi su 80) e ne ha spezzate tantissime: 8 possessi guadagnati, il miglior nerazzurro in questo dato. E ha servito l’assist per il 2-1 di Lukaku, in una azione di squadra con Gagliardini per il recupero del pallone.
Ecco, disinnescare la manovra avversaria e innescare la propria: lo hanno fatto con continuità Barella e Gagliardini, con pressioni sulla trequarti avversaria per tramutare velocemente l’azione da difensiva in offensiva. Nicolò ha ingaggiato ben 14 duelli, ha preso botte, recuperato palloni. Gagliardini ha servito a Darmian il pallone del vantaggio con un bel tocco.
La prova è stata importante da parte di tutti, ma nel successo ci sono due firme che pesano: quella di Matteo Darmian, al suo primo gol in maglia nerazzurra, e quella classica di Romelu Lukaku. L’esterno ha appoggiato la manovra sulla fascia destra con continuità nel primo tempo, trovando anche il primo sigillo personale in Champions League.
L’attaccante si è preso sulle spalle l’Inter sull’1-1 e con una efficacia mostruosa ha fatto dei suoi tre tiri due gol. Di destro e di sinistro, a completare un match bellissimo. I suoi gol sono arrivati dai suggerimenti di Brozovic, come detto, e di Hakimi, autore dell’assist appena entrato, innescato da Sanchez.
Tanti nomi, tanti gesti, tante azioni: una prova corale, di squadra, che ha funzionato, che ha reso possibile che si materializzassero i tre punti su un campo difficile e ostico. Le parate di Handanovic, la strenua difesa nel finale hanno blindato il successo. Ora lo Shakhtar, ma prima il Bologna.
Analizziamo le possibilità di qualificazione dell’Inter, alla luce della vittoria dello Shakhtar Donetsk contro il Real Madrid e della squadra di Conte sul Borussia Moenchengladbach. I nerazzurri non hanno vinto nessuna delle prime 4 partite del girone di Champions. Pareggi contro Shakhtar e Borussia Moenchengladbach, poi la doppia sconfitta con il Real, prima a Madrid e poi a San Siro. Il successo del Borussia Park ha un po’ fatto crescere le possibilità di passare il turno. A patto di alcune condizioni. Intanto la prima: l’Inter deve assolutamente vincere ma potrebbe non bastare. Vediamo il perché partendo dalla situazione attuale nel girone a una sola partita dalla fine.
La classifica del gruppo B di Champions
1) Borussia Moenchengladbach 8
2) Shakhtar Donetsk 7
3) Real Madrid 7
4) Inter 5
La situazione ricorda un po’ quella dell’Atalanta nella passata edizione della Champions: i nerazzurri di Gasperini riuscirono nell’impresa di qualificarsi vincendo le ultime due, dopo aver fatto un solo punto (un pari e 3 sconfitte) nelle prime 4. Da adesso, dunque, è vietato ogni minimo passo falso: vincere diventa l’unica opzione. Per sperare di passare come secondi, dato che il primo posto è ormai impossibile.
Inter, cosa deve succedere per qualificarsi
Concretamente parlando e prima di andare a vedere nel dettaglio tutti gli incastri, sono due le opzioni per l’Inter per la qualificazione. E entrambe partono necessariamente dai tre punti della squadra di Conte contro gli ucraini a San Siro, mercoledì 9 dicembre prossimo. In quel caso l’unico risultato che impedirebbe ai nerazzurri l’aritmetica possibilità di avanzare agli ottavi di finale, è il pareggio tra Real Madrid e Borussia Moenchengladbach:
• L’Inter vince contro lo Shakhtar e il ‘Gladbach perde con il Real Madrid. Classifica finale: Real a 10, Inter e ‘Gladbach a 8 ma coi nerazzurri avanti negli scontri diretti, Shakhtar 7.
• L’Inter vince contro lo Shakhtar e il Real Madrid perde contro i tedeschi. Classifica finale: ‘Gladbach a 11, Inter a 8, Real e Shakthar a 7
L’Inter con un successo nell’ultima giornata contro lo Shakhtar Donetsk avrà la certezza aritmetica almeno di proseguire il proprio percorso in Europa League.