Ludovico Francani un esempio, un modello
Dapprima il calcio italiano era rinomato per la sua tradizione di coltivare giovani talenti e per la scoperta di piccoli calciatori che crescevano fino a diventare stelle del calcio , oggi il calcio giovanile non produce piú talenti di spicco, salvo qualche rara eccezione. Persino le scuole calcio puntano sempre di piú sugli stranieri, forse perché alcuni portano piú appeal a livello di marketing, forse per curiosità o perché sembra abbiano piú fame di raggiungere certi obbiettivi. Personalmente mi piacerebbe che a partire dai settori giovanili si comprasse piú “prodotto italiano”. Un esempio ?. Il quattordicenne Ludovico Francani, attaccante e capocannoniere dell’Aldini under 15 élite. Giocatore dal fisico impeccabile e dalle qualità moderne , ambidestro, ottimo nel gioco aereo, e bravo assist man. Il suo biglietto da visita ci racconta di un talento diamantino che evidenzia passione, determinazione, forza coraggio ed impegno sia in partita che in allenamento. Uno che riempie il campo di idee, tanto che vederlo giocare scalda i cuori degli spettatori. Credergli é un obbligo , come dire che un talento così non va sprecato, va seguito con attenzione, va gestito bene, va aiutato a sviluppare competenze utili per la sua futura attività professionale, perché se si lasciano indietro ragazzi di tale qualità, il nostri calcio non ha futuro. E non mi piace che gli sia stata cucita addosso l’etichetta di Talismano perché quando c’è lui la squadra vince. C’è che anche un analfabeta del calcio si può accorgere che Ludovico possiede capacità, doti, abilità e talento che gli permettono di spiccare di piú rispetto a tanti suoi coetanei. Che dire ancora su Ludovico Francani? Un giovane calciatore che possiede quello che gli inglesi chiamano Class Act ( ottimo comportamento al di fuori del campo) e che si trova in una fase delicatissima , dove le pressioni sono molte, sia dal punto di vista sportivo sia da quello scolastico, ma che ha gia compreso che il tema della dual career é strettamente connesso e che questa é una sfida da vincere.
Vittorio Patruno.
